Di seguito riportiamo un'intervista realizzata a Enrico Malverti, presidente di Fintech4i, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib fatica a dare un seguito al recupero dopo il test di area 16.500 la scorsa settimana. Quali i possibili scenari nel breve?

Il Ftse Mib è in una altalena perfetta: ribassi e rialzi si alternano continuamente, facendo sì che i prezzi rimangano sostanzialmente gli stessi di due mesi fa.

Il primo supporto per il Ftse Mib future è in area 16.650, mentre la prima resistenza con cui fare i conti è a quota 17.800 punti.

Nonostante l’enorme liquidità, la situazione di incertezza fa sì che ci siano continui cambi di fronte senza un trend stabile che maturerebbe solo oltre i 18.000 punti.

L’impressione è che questo stato di lateralità possa continuare ancora per qualche settimana.

Unicredit e Intesa Sanpaolo si trovano su livelli a suo avviso interessanti per l'apertura di nuove posizioni long?

Io sui titoli bancari sono abbastanza prudente. Intesa Sanpaolo lo ritengo uno dei titoli più interessanti nel comparto di riferimento, ma finché non ci sarà un chiaro segnale di forza con il superamento della prima resistenza a 1,55 euro, non potremo sperare in una inversione di tendenza rialzista.

La situazione di Unicredit è ancora più incerta visto che nella seduta del 14 maggio il titolo è sceso sotto l’importante minimo segnato nel mese di marzo.
È fondamentale ora che il titolo non perda quota 6 euro per non subire attacchi speculativi ribassisti verso i 5 euro.

Visti gli attuali prezzi del petrolio, quali indicazioni ci può fornire per due titoli oil come ENI e Saipem?

ENI credo abbia fatto un importante minimo a marzo e sono fiducioso in ottica di medio-lungo termine che possa mantenersi sopra quei livelli di prezzo.
Sono altrettanto confidente nel fatto che ENI possa ambire nel breve a tornare oltre quota 9 euro.

Saipem è laterale da marzo, occorre che il titolo superi la resistenza a 2,5 euro per poter sperare in un segnale di inversione rialzista.

Ieri Telecom Italia è stato affondato dalle vendite dopo la trimestrale, mentre si è mantenuto a galla STM. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

STM ha perso smalto nelle ultime sedute, ma sono ancora fiducioso che possa ritrovare compratori in grado di poterla respingere oltre quota 23 euro.
Per il titolo sarebbe indubbiamente negativo il cedimento di 21,40 euro.

Telecom Italia invece è un titolo che ancora non mi attira, temo che nel breve possa andare di nuovo a testare quota 0,30 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo più da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

I titoli caldi che sto seguendo in questi giorni sono soprattutto Diasorin, STM, Azimut, Recordati e Saipem, mentre fuori dal listino principale osservate speciali sono Reply e Mutuionline.