Ftse Mib: nubi nere in vista. Unicredit e Intesa buy o sell?

Il Ftse Mib è appena entrato in un trimestre che si preannuncia foriero di tante negatività: ecco gli scenari attesi secondo Fabrizio Brasili.

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Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari continuano a salire sulla scia della positività mostrata alla fine del 2020. Cosa aspettarsi in questo primo scorcio del nuovo anno?

Sempre guidate dai mercati USA, che ritoccano in apertura di lunedì i massimi assoluti salvo poi ripiegare, le Borse europee hanno proseguito imperterrite ed incoscientemente il recupero iniziato a fine ottobre.

Dopo un paio di ore, le notizie circa la lotta fra Repubblicani e Democratici per accaparrarsi i due voti al Senato il 6 Gennaio, hanno portato una logica cautela a Wall Street.

La farsa di Trump era poi proseguita con pressioni sul Governatore della Georgia, Stato arbitro della disputa.

Questo scoop riportato dal Washington Post, potrebbe condurre Trump ad un impeachment, ed ha fatto ulteriormente perdere terreno anche a tutti gli altri mercati più importanti, giunti comunque su prezzi molto tirati e resistenze chiave.

Temiamo che, comunque andrà a finire il 6 gennaio questa vicenda e fino al 20 gennaio, i mercati saranno più riflessivi che euforici.

A Wall Street vediamo più probabilità per il Dow Jones di andare a testare area 28.500/29.000, piuttosto che portarsi con molta fatica sui 30.500/31.000 punti.

Il VIX SP500, con un +11,50%, si porta in zona di forte allerta poco sotto i 27.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta provando a spingersi oltre i top di novembre. C'è spazio per ulteriori salite?

Il future sul Ftse Mib con scadenza marzo, a Borsa chiusa ieri si è fermato in territorio leggermente negativo, poco sotto i 22.100 punti.

C'è la possibilità di andare a ritestare oggi i primi supporti posti a 21.800/21.900 punti, approfittando dei volumi ancora ridotti e scaricando l'enorme ipercomprato di medio termine.

Nelle altre sedute della settimana, nel caso dovesse peggiorare questa crisi istituzionale Usa, il future sul Ftse Mib potrebbe andare a testare i successivi supporti, già visti in dicembre, a 21.500/21.600 punti e poi quelli terminali dei 21200/21.300 punti.

Il trimestre che andremo ad affrontare sarà comunque foriero di troppe negatività, per ipotizzare una seppur minima ripresa dei corsi.

I prossimi tre mesi saranno solo stemperati da dati teorici, ma fuorvianti, di ripresa, poiché si partirebbe comunque da quelli catastrofici della prima parte del 2020.

Avvicinarsi allo 0 implica sempre miglioramenti fisiologici a doppia cifra, che lasciano però il tempo che trovano.Più la spinta è verso il basso e più risulta evidente una seppur minima ripresa.

I sostegni che verranno potranno solo mitigare la caduta, ma alla lunga, potremo assistere anche ad una stagnazione, che porterebbe comunque a livelli già segnalati, in area 18.000/18.500 di future giugno in questo primo trimestre.

Unicredit e Intesa Sanpaolo sono scesi in controtendenza nella prima seduta del 2021. Su quale dei due puntare ora?

Si è di nuovo allargata la forchetta fra Unicredit e Intesa Sanpaolo, con una innegabile preferenza per quest'ultima, per i motivi più volte espressi.

Intesa Sanpaolo vanta utili superiori, due dividendi non distribuiti e mi riferisco agli anni fiscali 2019 e 2020, e che potrebbero quest' anno a essere, in parte od in toto, distribuiti, ma probabilmente separatamente.

Da segnalare inoltre la minore volatilità di Intesa Sanpaolo rispetto ad Unicredit, e una stabilità maggiore nella quotazione.

Per Unicredit si è ora aggiunta una notizia che porta e potrebbe ancora portare negatività al titolo: il pesante boccone amaro della fusione con Banca MPS nella migliore delle ipotesi e polpetta avvelenata nella peggiore, considerando la storia del titolo e la situazione di banca dello Stato in cui si trova.

Intesa Sanpalo è da preferire, ma ora poco sotto gli 1,90 euro si trova a metà strada fra i supporti di 1,40 e le resistenze di 2,20 euro.

Per chi vuole avere il titolo principe del settore bancario, consigliamo di attendere quantomeno area 1,80/1,85 euro per rientrare cautamente e con coperture adeguate, come i nostri abbonati ben conoscono.

Per chi desidera invece scommettere, speculando, è meglio stare su titoli bancari in odore di operazioni straordinarie, come i tre del risiko, Banco BPM, Bper Banca e Banca Popolare di Sondrio.

STM e Telecom Italia hanno brillato in avvio di settimana. Qual è la sua view su questi due titoli?

Continuiamo a preferire Telecom Italia nella versione risparmio che si prepara, anche quest'anno, e da tempo ormai, a distribuire un ghiotto dividendo, riservato per statuto agli azionisti di risparmio.

Da anni si discute circa la conversione in ordinarie, ma tutto è sempre rimandato, alle prese sempre con svariate ipotesi di alleanze e fusioni.

Questa potrebbe essere però la volta buona, nonostante il titolo fatichi a superare la resistenza di 0,44 euro, su cui piovono sempre le vendite, che riportano il titolo fino anche a 0,34 euro.

Ai prezzi attuali, poco sotto gli 0,44 euro, considerando le cedole staccate negli ultimi 5 anni, ci avviciniamo ai prezzi di area 0,6 euro, per noi target di medio termine.

Telecom Italia risparmio quindi è un titolo da trading con escursioni ben definite, alto dividendo e potenziale gain in caso di possibile operazione straordinaria.

Per STM c'è sempre dietro l' angolo lo spettro dei risultati dei suoi competitors USA, come Intel e soprattutto AMD, oltre a quelli asiatici.Molta volatilità e prezzi troppo tirati sconsigliano un sano approccio al titolo.

L'euro-dollaro è sui massimi di periodo, mentre si muove in direzione opposta il dollaro-yen. Quali le attese per questi due cambi nel breve?

Ci eravamo lasciati su queste colonne con tentativi di rottura di area 1,19/1,20 da parte dell'euro-dollaro, poi andati a buon fine con approdo per alcune sedute su 1,2250, area mediana fra i nuovi supporti di 1,20 e le resistenze di 1,25.

La soglia di 1,225 poteva essere un trampolino, dopo debita sosta, per andare ad attaccare area 1,23. Tutto verificato!

Ora si viaggia in uno strettissimo range fra 1,2250 e 1,23, già raggiunto e superato frazionalmente e velocemente anche nella seduta di ieri (1,2309).

Situazione USA permettendo, potremo tranquillamente pervenire proprio leggermente sotto il target e resistenza di 1,25, salvo ripiegare bruscamente, perdendo anche una figura, con vendite da "fine corsa".

L'intervento di FED e BCE faranno poi il resto per riequilibrare ciascuna a proprio vantaggio il corso della divisa. Oltre, dopo l'insediamento del nuovo presidente USA e delle relative future politiche economiche, non è possibile andare e scrutare!

Un accenno dollaro-yen, con quest'ultimo che al contrario si è forse rafforzato troppo, andando anche oltre i 103,50/104 e arrivando per la netta debolezza della divisa USA a scendere sotto i 103 (102,70).

La solita attenta Bank of Japan presto interverrà per riportare il cross quantomeno sulla parte bassa della solita forchetta posta a 103,50/104, in area più tranquilla.