Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari si lasciano alle spalle un’altra settimana in rialzo. Il movimento ascendente in atto è destinato a proseguire nel breve?

A Wall Street sono ancora duri da superare i livelli di resistenze posti a 25.500/25.600 punti di Dow Jones e 3.050/3.060 punti di S&P500.

Da segnalare la migliore tenuta del Nasdaq Composite, sostenuto dalle solite 4/5  big cap che da sole possono più facilmente puntellare il mercato, con il 20%/25% di peso sull' indice.

Come già scritto in precedenti interviste e sulle quotidiane lettere agli abbonati, difficilmente potremo superare i 25.800/25.900 punti di Dow Jones e i 3.080/3.090 punti di S&P500, almeno nel breve-medio termine.

Stesso copione sui principali mercati del Vecchio continente, che ieri hanno allungato il passo di circa un punto e mezzo percentuale.

A Piazza Affari il Ftse Mib sta cercando di spingersi oltre i massimi di fine aprile in area 18.300. Ci sono le condizioni per ulteriori salite nelle prossime sedute?

Un po' più di fatica per il Ftse Mib che non è riuscito a superare al momento i 18.500/18.600 punti, nonostante il forte impulso di Mediobanca soprattutto e di conseguenza anche di Generali, uno dei nostri titoli preferiti subito dopo UnipolSai.

Solo un rinnovato impulso su questi due titoli, ossia Mediobanca e Generali, rinvigoriti dalle mire di Del Vecchio, patron di Luxottica, e un risveglio di pesi massimi come  FCA ed ENI per esempio, potrebbero far aumentare i volumi.

A queste condizioni potrebbe anche verificarsi, ma intraday, nelle prossime tre sedute, un superamento dei 18.500/18.600 punti da parte del Ftse Mib.

Non ci aspettiamo che l'indice vada oltre i 18.800/18.900 punti, da cui potrebbe già ripartire un profondo storno di breve termine fino a 18.200/18.300, precedente resistenza diventata ora supporto.

Attenzione poi alla tenuta di area 18.300/18.200, che se rotta potrebbe portare il Ftse Mib verso i 17.800/17.900 punti, supporto forte e strategico.

Cosa può dirci in merito al recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Segnaliamo una grande ed importante dicotomia operativa fra Intesa Sanpaolo ed Unicredit.
Intesa Sanpaolo è il nostro favorito in tutti i sensi, per solidità, liquidità negli scambi anche opzionari, e flusso cedolare, anche se rinviato in autunno.

Da non dimenticare che il gruppo sta portando avanti la fusione con Ubi Banca, con una certa lentezza, per evidenti motivi soprattutto esogeni.

Il titolo si sta avvicinando agli 1,60 euro, con un bel recupero dai minini invernali assoluti di 1,30 euro, ma ancora lontanissimo dai massimi degli ultimi 12 mesi a 2,65 euro.

Noi pensiamo che Intesa Sanpaolo, sempre incorporando il dividendo dell'esercizio 2019 pari a 0,19 euro, possa tornare a medio termine anche poco sotto gli 1,95 euro.

Unicredit sta attraversando una pura fase speculativa su voci non confermate, di un interesse per Ubi Banca.
Di quest'ultima l'istituto guidato da Mustier potrebbe acquistare il 10%, se non altro per ostacolare e sbarrare momentaneamente la strada al suo rivale di sempre, Intesa Sanpaolo.

Per Unicredit sarebbe preferibile attivare un acquisto di sole opzioni Call a scadenza brevissima (luglio) o al massimo a breve-medio termine (settembre) su strike leggermente out the money, ma sotto la guida di professionisti esperti e specializzati.

Sarebbe ancor meglio la duplice preda Ubi Banca, contesa dai due big per motivi certo differenti.
Qui la battaglia sarà in ogni caso un po' più lunga e varrebbe la pena anche di scegliere la scadenza call dicembre solo out the money o a seconda dei casi specifici personali l'acquisto limitato al sottostante titolo, ma in modeste quantità e coperte dal rischio oscillazioni.

Una riflessione ci porta ad evidenziare che sarà un secondo semestre influenzato soprattutto dai tanto vituperati, anche da noi, titoli finanziari: Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e perchè no, UnipolSai.
Ma non tutti insieme..please!

Attenzione quindi a non caricarsi troppo su questo settore estremamente vulnerabile in questi mesi e non solo.

A Piazza Affari ci può consigliare un portafoglio titoli ideale con cui affrontare l’estate? Su quali punterebbe?

I titoli da scegliere e da accumulare piano piano, nei momenti di storno e magari con l' ausilio delle opzioni, sono ben altri rispetto a quelli di cui abbiamo parlati fino ad ora.

Vediamo di elencarli in ordine sparso: Brembo, Piaggio, Pirelli, FCA, ENI, Leonardo, Telecom Italia nella versione risparmio, Nexi, Moncler, De Longhi, ELEN, Tamburi e Valsoia.

Naturalmente è sempre preferibile coprire detti titoli con opzioni, laddove vengano quotate e siano liquide, o anche utilizzare per gli acquisti le molto meno rischiose coperture.

L’euro-dollaro sta mettendo a segno importanti recupero che lo hanno visto tornare sopra quota 1,110, mentre il dollaro-yen viaggia intorno ad area 107,5. Cosa può dirci di questi due cross?

Sempre molto controllati i due cross, sia nel breve che nel medio termine, soprattutto il dollaro-yen.
L'euro dollaro nel breve dovrebbe muoversi fra 1,0750 e 1,1150, mentre nel medio periodo tra 1,068 e 1,220.

Di converso il dollaro-yen, con la stretta vigilanza della Bank of Japan, è visto tra 106,50 e 110,50, tendente a ridurne le ampie oscillazioni anche intraday e nel medio termine.