Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

Nelle ultime sedute le Borse europee hanno performato peggio di quelle statunitensi. Cosa aspettarsi nel breve?

Ormai da mesi le Borse USA ed europee si alternano e viaggiano spesso di converso, quasi come la debolezza del dollaro e la forza contemporanea dell'oro e dell'argento.

Negli USA, tuttora in piena crisi sanitaria e sociale, si attendono altre iniezioni massicce di denaro nel sistema finanziario.

In Europa, pervasa da molti focolai di virus e non solo, si attendono per il secondo semestre 2021 i primi aiuti alle imprese e famiglie.

Per ora pare prevalere l'America, ma non è così scontato che tutto ciò possa durare. Fa pensare l'attuale mancanza di traino Europa da parte degli USA.

La cartina al tornasole vi sarà ad inizio autunno quando sarà ancora più chiaro il destino di Trump.
Allora sì che gli USA, nel bene o nel male, faranno da traino all'Europa.

Ci aspettiamo in caso di mancata conferma di Trump, una politica meno espansiva, un abbandono degli effimeri sostegni borsistici, ed un leggero rafforzamento del dollaro, dopo essere andato però a ritestare ancora area 1,19 contro l'euro.

A Piazza Affari il Ftse Mib è arrivato a perdere circa 2.000 punti dai top della scorsa settimana. Si aspetta un recupero ora o c’è il rischio di nuovi cali?

Per il Ftse Mib c'è da attendersi una più probabile discesa dei minimi e dei massimi, nel range compreso tra i 17.500/17.600 e 18.500/18.600 punti.

Per ora a breve l'indice pare congestionare fra 18.800/18.900 e 19.200/19.300 punti.

Più probabilmente si ritenterà ancora la forzatura dei 18.800/18.900 punti, con conseguente discesa appunto verso i 18.500/18.600 punti, vero spartiacque per il Ftse Mib.

Più difficile la rottura al rialzo dei 19.200/19.300 punti, evento che porterebbe al massimo verso i 19.800/19.900 punti.

Come valuta l’attuale impostazione di Unicredit e Intesa Sanpaolo e quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Ed Unicredit rimase sola!

A nulla sono valse le manovre di disturbo messe in atto contro l'Opas di Intesa Sanpaolo su Ubi Banca, andata poi in porto con oltre il 90% di adesioni.

Non dimentichiamo poi anche le improbabili attenzioni verso Banca MPS e BPER Banca.

Eravamo, siamo e saremo a maggior ragione ora a favore della "nuova" Intesa Sanpaolo, suggerendo ai nostri abbonati già da giovedì scorso, di raccogliere su debolezza dei mercati in area 1,68/1,72 euro.

Gli acquisti andranno realizzati sempre con copertura da rischio oscillazioni, con opzioni call out the money.
Per Intesa Sanpaolo il target price di medio termine è sempre a 1,95 euro, come già segnalato in passato.

ENI e Saipem continuano a perdere terreno sulla scia dei conti societari diffusi la scorsa settimana. Qual è la sua view su questi due temi oil?

Con il petrolio poco sopra i 40 dollari, ma solo da poche settimane, è arrivato il nuovo piano ENI 2020/2022 di Descalzi, che prevede fra l'altro una cedola di 0,36 euro per l'esercizio 2020 e a salire fino a 0,70 euro in caso di rialzo del petrolio oltre i 45 dollari al barile.

Per questo esercizio si prevede un acconto autunnale di 1/3 di cedola e il saldo sempre in primavera per i restanti 2/3.

Per gli esercizi successivi si ritornerà al solito 50% di acconto e 50% di saldo.

Attendiamoci una discesa di ENI sotto i 7 euro, e in caso di flessione del Ftse Mib verso i 17.500/17.600 punti, non escludiamo ribassi fino ai 6,2/6,4 euro, dove andrà raccolto con più intensità per il medio-lungo termine.

L’euro-dollaro sta indietreggiando dopo il mancato superamento di area 1,19, mentre il dollaro-yen si mantiene al di sotto di quota 106. Cosa può dirci di questi due cross?

L'euro-dollaro ha registrato un velocissimo allungo anche poco sopra 1,19 nel pomeriggio e nella serata di venerdì negli USA.

Poi ci sono stati interventi di chiusura dei super tecnici, a cui si sono accodati i traders europei attivi nella notte europea, hanno subito riportato il cross poco sopra 1,18. Ieri è stato fatto il resto dai più, chiudendo anche sugli 1,17.

Interessante attendere una discesa verso 1,1620/1,1640 per i più smaliziati ed attenti e rimettersi in campo rientrando, magari con minor quantità o con uso delle opzioni.

Pensiamo che si possa comunque assistere ad un secondo forte impulso verso 1,18/1,19, alimentato però in gran parte da frettolose ricoperture di brevissimo breve termine.

In questo caso si vedrà se sarà un doppio massimo crescente o decrescente ed allora si consiglieranno le diverse strategie.

Molto più composto il cross dollaro-yen, super controllata dalla sempre attenta Bank of Japan, con movimenti attesi fra 104,50/105 e 106/106,50.