Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib è tornato indietro dopo aver fallito il tentativo di superare di area 21.000. C'è il rischio di ulteriori ribassi nel breve?

Dopo l'accordo raggiunto in Europa in tema di "Recovery Fund", la cui potenza di fuoco potrebbe rappresentare un elemento importante per far ripartire l'economia nel Vecchio Continente, nella seduta di ieri le nuove tensioni tra Usa e Cina sono tornate le protagoniste sui mercati.

Tanto è bastato per innescare prese di beneficio sui principali mercati azionari che solo qualche giorno prima avevano toccato nuovi top di periodo, grazie sia alle notizie positive per quanto riguarda un vaccino anti-covid19, che alle buone trimestrali che stanno arrivando dalle società statunitensi.

Rispetto agli ultimi aggiornamenti, credo che sia cambiato poco il quadro generale di fondo che vede al momento ogni leggera fase correttiva come una buona occasione per rientrare al rialzo sull'equity.

Sul mercato delle valute si sta assistendo ad un rally da parte della moneta unica europea che con 8 sedute positive nelle ultime nove si porta oltre area 1,15 nei confronti del dollaro.

Il cross apre così la porta ad un test dei massimi dell'autunno 2018 posti oltre la soglia degli 1,16.

Per quanto riguarda il Ftse Mib, il segnale arrivato 48 ore fa col break dei 20.400 punti ha migliorato il quadro grafico di fondo.

Nel breve la conferma delle quotazioni oltre questi livelli dovrebbe spingere il Ftse Mib in direzione dei 20.800-20.850 punti e a seguire verso i 21.360 punti, dove l'indice andrebbe a chiudere il gap up lasciato aperto il 6 marzo scorso.

Al contrario, solo sotto i 20.400 punti verrebbe inviato dal Ftse Mib un primo segnale di debolezza con primi target sulla soglia dei 20mila punti.

Quali strategie operative ci può suggerire per i due big del settore bancario quali Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Prosegue il trend rialzista del titolo UNICREDIT, per il quale le attese sono per un ritorno sui massimi di giugno posti in area 9,30 euro.
Solo in casi di ritorno sotto gli 8,8 euro si avrebbero dei segnali di debolezza.

Trend ben più definito per INTESA SANPAOLO che dopo aver brekkato al rialzo gli 1,83 euro è indirizzato alla ricopertura del gap ribassista lasciato aperto il 9 nmarzo nei pressi degli 1,96 euro.

FinecoBank ieri ha performato meglio di Azimut. Qual è la sua view su questi due titoli?

Prosegue l'ottimo trend di FINECOBANK su cui interverrei in acquisto solo davanti a fase correttive di breve.
Nello specifico i primi livelli da monitorare sono posti sui 12,5 euro.

Per quanto riguarda AZIMUT, importante nel breve sarà il superamento delle forti resistenze poste in area 17,5 euro, oltre cui si avrebbe un segnale di forza con primi target sui 19 euro.

Fca e Ferrari ieri hanno mostrato debolezza in linea con il Ftse Mib. Quali indicazioni ci può fornire per questi due titoli?

Per ora viene confermato il trend rialzista presente su FCA, anche se poi sarà con il superamento dei 9,5 euro che il titolo darebbe continuazione al movimento in atto verso la soglia dei 10 euro.

Nulla di nuovo per FERRARI che oltre i 157 euro dovrebbe andare a mettere sotto pressione i massimi di periodo situati sulla soglia dei 160 euro.

Su debolezza i primi livelli da monitorare sono posti in area 145-147 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Tra i titoli interessanti troviamo ANIMA HOLDING che oltre i 4,15 euro avrebbe un primo target sui massi di giugno in area 4,4 euro.

Da seguire FALCK RENEWABLES oltre i 5,85 euro ed infine CAMPARI con il break degli 8,3 euro.

Buon trading

Per conoscere i miei SEGNALI DI TRADING: p.origlia@trend-online.com