Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Massimiliano De Marco, analista tecnico di Robotrend.com, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ieri ha superato nell'intraday area 21.000 salvo poi riportarsi sotto la stessa al close. Quali le possibili evoluzioni nel breve a Piazza Affari?

La giornata di ieri potrebbe avere risvolti problematici per diversi motivi: il grafico daily mostra infatti una “shooting star”, candela che solitamente preannuncia inversione ribassista.

Lo spike al rialzo giunge al termine di un consolidamento a triangolo, anche questo solitamente anticipatore di un movimento in uscita che poi viene velocemente invertito.

Infine, gli indicatori di momentum mostrano una forza relativa minore rispetto al massimo fatto segnare ad inizio giugno.

Tutti questi temi potrebbero essere avvisaglie di una correzione, senza contare la possibilità di un “sell the news” rispetto all’accordo europeo sul Recovery Fund.

I primi supporti per il Ftse Mib, se si dovesse realizzare questo scenario di breve (probabile a meno che la shooting star non venga negata nel giro di un paio di sedute con un nuovo massimo), sono in area 20.100 e 19.700.

Sul lungo termine, però, il movimento dai minimi di marzo potrebbe avere un aspetto impulsivo, e di conseguenza una correzione di breve aprirebbe le porte alla possibilità di un buy the dip interessante: si dovesse realizzare, sarà comunque qualcosa che richiederà diverse settimane.

Unicredit è riuscito a fare meglio di Intesa Sanpaolo nelle ultime sedute sulla scia di alcuni rumor. Cosa può dirci di questi due titoli?

Per entrambi i titoli valgono esattamente tutti i punti di attenzione tecnici esposti per l’indice Ftse Mib.
Inoltre Unicredit ancora una volta non è riuscito a chiudere completamente il gap a 9,76 euro.

Se si dovesse realizzare una correzione profonda del paniere principale, Unicredit sarebbe probabilmente indirizzato ad un test dei minimi di marzo, mentre i primi supporti di breve sono rispettivamente a 8 e 7,40 euro.

Stessi temi anche per Intesa Sanpaolo, con supporti a 1,81 e 1,65 euro.

ENI e Saipem ieri hanno mostrato più forza del Ftse Mib grazie alla spinta del petrolio. Qual è la sua view su questi due titoli?

ENI ha creato una buona base in area 8,30 euro che dovrebbe contenere eventuali spunti ribassisti del titolo.
Se dovesse essere rispettata la soglia di prezzo appena indicata, allora area 10 euro diventerebbe la prima resistenza per un rialzo più sostenuto.

Diversa la prospettiva di Saipem che dovrebbe trovare una resistenza importante ed un’area “make or break” verso 2,40-2,49 euro.

Fca si è spinto sopra i 9 euro, mentre Ferrari sta allungando verso i massimi storici. Quali strategie ci può suggerire per entrambi?

Nel caso di Fca un attacco sopra 9,70 euro porterebbe il titolo a chiudere il gap a 10,34 euro.

Il supporto più importante per tentare questo attacco è dato dalla trendline che sostiene il titolo da marzo e al momento passa per 8,90 euro.

Ferrari sta perdendo momentum per cui se l’obiettivo è di ritoccare i massimi storici deve trovare supporto in area 154 euro, che una volta persa aprirebbe le porte ai 149,5 euro.

Quali sono i titoli che sta seguendo da vicino in questa fase di mercato? A quali consiglia di guardare ora?

Continuo a privilegiare uptrend consolidati come FinecoBank, Campari ed Enel; le prossime sedute però credo porteranno un po’ di correzione ad un mercato che ha mantenuto i bias rialzisti sulle news europee e un po’ in scia a mercati americani che inondati di liquidità hanno ignorato qualsiasi cattiva notizia.

Le sedute estive però sono storicamente meno liquide e più volatili, di conseguenza potremmo assistere a un po’ di turbolenza.