Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Fabrizio Brasili, analista finanziario, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati e in particolare di Piazza Affari. Chi volesse contattare Fabrizio Brasili può scrivere all'indirizzo email: f.bsuperguru@yahoo.it.

I mercati azionari ieri hanno tirato un po' il fiato dopo i nuovi record della scorsa settimana. Quali le attese per le prossime sedute?

I mercati azionari USA, ed in perfetta sintonia quelli europei, si stanno muovendo più che altro sulle basi di un'analisi tecnica molto semplice e se vogliamo grossolana.

Noi temiamo però che dietro questa scacchiera non ci sia altro ed in gran parte, quelle che si chiamano "macchinette". Più i mercati sono evoluti, più questa preponderanza ci appare evidente.

Ed allora vediamo soprattutto il Dow Jones, e perché no, anche il future sul Ftse Mib, venir manipolato ad arte, mano a mano che si raggiungono certi livelli troppo alti o troppo bassi, che qualche volta vanno a coincidere con numeri rotondi e il piu' delle volte con livelli resistenziali o supportivi.

Prendendo in esame il Dow Jones, non ci stupiremo affatto di vedere i 28.500/29.000 punti, in prima battuta all'uscita di qualche notizia negativa.

Quest'ultima anche dal quasi innocuo Trump, che si è scavato la fossa da solo, con un ultimo disperato tentativo, ma sarebbe benissimo capace di sferrare un ultimo colpo più o meno maldestro.

I risultati di questi due ultimi mesi, in pratica senza timoniere, potrebbero già aver provocato dei grossi danni alla salute ed all'economia USA, che a breve potranno emergere.

La speranza è che Biden riesca a recuperare tutti i cocci fatti dal peggiore presidente che gli USA abbiano mai avuto. Molto difficilmente.

Temiamo che anche i mercati potranno risentirne ed allora vediamo un possibile storno sui 28.500/29.000 punti di Dow Jones, in ogni caso salutare, per scaricare l'enorme ipervenduto di lungo termine.

I livelli sopra indicati saranno abbandonati velocemente per pervenire su soglie di prezzo molto più basse.

A Piazza Affari il Ftse Mib è stato respinto per ora da quota 23.000 punti. C'è il rischio di ulteriori cali nel breve?

A Piazza Affari si ha una più evidente situazione tecnica, soprattutto per il mercato molto sottile e guidato da poche mani importanti.

Appena si toccano livelli supportivi, subito scattano le ricoperture, che ci riportano spesso anche sui livelli resistenziali appena toccati o poco sotto.
L'esempio della prima seduta della settimana è a tale proposito eloquente per il Ftse Mib.

Respinto venerdì dai 22.900/23.000 di future sul Ftse Mib con scadenza marzo, poche vendite su alcune blue chips, come Unicredit e soprattutto FCA, hanno presto riportato le quotazioni sotto i 22.500/22.600 punti, per poi appunto recuperare detta soglia.

Se si dovessero verificare violenti storni sul Dow Jones, fino ai livelli già segnalati, prevediamo per il future sul Ftse Mib, un ritorno come minimo sui supporti più importanti di 22.200/22.300 punti, non escludendo anche il raggiungimento di quelli più ostici posti a 21.800/21.900 punti.

Da non escludere poi la possibilità di andare a ritestare, formando un doppio minimo, speriamo crescente, posto a 21.200/21.300 punti.

Per il medio lungo termine possiamo solo dare maggiore probabilità di scendere anche fino a 18.000/18.500 punti più che andare a superare i massimi degli ultimi 12 mesi, ancora in  pre-covid, certo, posti poco sotto i 25.500 punti.

Tra Unicredit e Intesa Sanpaolo quale sceglierebbe in questa fase?

Sempre meglio Intesa Sanpaolo, anche se dobbiamo vedere detto titolo in proiezione post stacco dividendo relativo all'esercizio 2019 e a quello 2020.

Pensiamo che, non avendo il fardello di incorporazione/fusione di Banca MPS che ha invece Unicredit, Intesa Sanpaolo potrà beneficiare meglio di strappi e sostegni del mercato, sia generale che legati al risiko bancario in atto.

Prevediamo quindi, una volta rotta la forte resistenza posta proprio sui prezzi attuali, a 1,95 euro, il raggiungimento poco sotto i 2,20 euro, bruciando in un soffio la resistenza solo psicologica dei 2 euro.

Consigliamo un acquisto o rientro in trading stretto, in area 1,80/1,85 euro per Intesa Sanpaolo, ma con copertura call scadenza marzo-giugno 2,15/2,20.

Astenersi da operare su Unicredit, che può essere solo usato come copertura supplementare o no, vendendo Call, stesse scadenze area 9/10.

STM ieri è salito in controtendenza, mentre ha perso terreno Telecom Italia. Quao è la sua view su questi due titoli?

Sempre meglio per il nostro tipo di approccio al mercato equity, Telecom Italia nella versione risparmio, che ormai viaggia su minimi e massimi che fanno storia di statistica e di analisi tecnica.

Il titolo ormai oscilla da tempo fra 0,34 e 0,44 euro, dando soprattutto con copertura adeguate, un buon risultato annuo, composto da trading sul titolo, incasso di opzioni call e put vendute poco sopra o sotto tali livelli ( out the Money).

Oltre ad un ricorrente corposo dividendo, deliberato ogni anno per statuto, fin che dura!

Visto che da anni si parla di conversione in titoli ordinari, ricordando che questi ultimi da quest'anno hanno dato un piccolo dividendo.

STM è un buon titolo, anche se esposto ai competitors USA e non solo, come Intel ed AMD, ma è troppo volatile, ha brusche accelerazioni nei due sensi ed ha un normale dividendo.
Non è quindi adatto, per noi e per la nostra strategia, a quanto sopra descritto.

L'euro-dollaro ha perso due figure dai recenti massimi. La discesa è destinata a continuare?

Il dollaro contro euro si è rafforzato, con il cross che ha perso dai massimi intraday quasi due figure).

Movimenti contrari di sistemazioni e di ricoperture nette, oltre alla forza eccessiva dello yen passato, si sono avuti per il dollaro-yen in zona sicurezza fra 104 e 104,50, con l' intervento dell'attenta Bank of Japan.

La storia si ripete e si ripeterà, considerando il debito pubblico USA che sta aumentando ed aumenterà ancora, nonostante le misure che potrà prendere il nuovo presidente, con effetto però a medio termine.

Nel primo semestre quindi potremo rivedere il dollaro indebolirsi ancora raggiungendo 1,24/1,25 contro euro e di conseguenza con lo yen che ritornerà anche sotto i livelli sopracitati, come avvenuto il mese scorso.