Borse in calo per l'ultima trovata di Trump sui dazi, intanto il petrolio ritraccia dai massimi degli 80 dollari al barile toccati nei giorni scorsi. Le previsioni di Filippo Diodovich Market Strategy per IG.

La guerra dei dazi è sempre sotto ai riflettori, per quanto tempo potrà influenzare i mercati?

La guerra dei dazi continuerà ancora a lungo sui continui rilanci delle varie amministrazioni. Trump ha annunciato nuove barriere contro la Cina per un valore complessivo di 200 miliardi di dollari. L’ennesima prova di forza del presidente statunitense che al momento non mostra alcun segnale di possibile compromesso. Una spirale che potrebbe comportare gravi conseguenze alle economie mondiali e alle stesse borse. Lo stesso governatore della BCE, Mario Draghi, ha fortemente allarmato sui rischi degli sviluppi di una guerra commerciale sulla ripresa economica globale. E’ in assoluto il principale rischio per le borse mondiale durante l’estate.

Brexit: in bilico il governo May dopo le dimissioni significative del suo ministro con delega alla Brexit David Davis e quello degli esteri Boris Johnson. Quali scenari si potrebbero creare adesso?

Le dimissioni del ministro della Brexit, David Davis, e quelle del ministro degli esteri, l’eclettico Boris Johnson, hanno fatto scendere notevolmente il consenso che Theresa May aveva pensato di aver conquistato dopo il meeting nella residenza di Chequers dei giorni scorsi. Nella contea del Buckinghamshire, la May era riuscita a strappare un accordo in 12 punti per portare avanti una strategia molto “soft” nelle trattative con l’Unione Europea. Con Davis e Johnson fuori dal Governo Theresa May si trova in una posizione più forte nell’Esecutivo ma molto più debole in Parlamento. I Brexiteers stanno iniziando a mettere pressioni sul primo ministro per portare avanti un voto di sfiducia e correre per la leadership dei Conservatori. Il Primo Ministro May sta così per affrontare una delle sfide più impegnative da quando si è insediata come capo del Governo del Regno Unito.  La May si trova così a fronteggiare tensioni interne ma anche tensioni esterne. Un’altra sfida di Theresa May sarà quella di far accettare il nuovo piano di Chequers all’UE attraverso i negoziati. Il progetto presenta infatti ancora una serie di questioni irrisolte, non da ultimo il fatto che esso implichi una qualche forma di “deal” simile a quelli già stipulati con Norvegia e Svizzera, e l’UE non è proprio entusiasta di nessuna di queste intese. Anche adesso non si può escludere nulla, anche un mancato accordo. La crisi dell'eurozona ci ha insegnato, tuttavia, che l'Unione europea è molto brava nel concordare un compromesso all'ultimo minuto.