La storia insegna: i mercati non andranno molto lontano dai livelli attuali

Le altre crisi, anche se meno profonde di quella attuale, non si sono risolte in nessun caso con un solo anno d’indici negativi. L’analisi di alcune blue chips. L’intervista a N.Listorti.

Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice S&P/Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte all’Analista Nicolas Listorti, socio fondatore e senior strategist di www.totalfinanza.itI mercati azionari continuano a mostrare una buona intonazione, riuscendo a recuperare eventuali tentativi di correzione. Come valuta l’attuale situazione delle Borse e quali sono le sue attese nel breve in particolare per il nostro indice Ftse Mib?I mercati effettivamente, e soprattutto in termini percentuali, hanno messo a segno un recupero importante e costante nell’ultimo trimestre. Questo di per se non è un elemento fondamentale perché ci sia una fase di ripresa del trend primario che rimane ancora impostato al ribasso. La mia grande perplessità è soprattutto di tipo storica, in passato, le altre crisi, anche se meno profonde di quella attuale, non si sono risolte in nessun caso con un solo anno d’indici negativi, almeno sono stati due di cui, uno l’anno del sell off e panico, il secondo leggermente negativo nella forchetta 5-12%. Sottolineo, nel migliore dei casi, quindi ad oggi, con gli indici USA che sono di media sopra del 7 % rispetto al 01.01.09, mi viene da pensare che, anche se dovessimo salire ancora alla ricerca di nuove resistenza e vecchi supporti come ad esempio area 1035-1040 di SP500 oppure 9300 circa di DOW JONES, sono tutti movimenti destinati a rientrare nell’arco di quest’anno e chiudere almeno un 10% sotto gli attuali livelli. Questo ovviamente in linea teorica e valutando attentamente quanto abbiamo visto nel comportamento di oltre 90 anni di indici analizzati. Devo anche sottolineare che in passato non si era mai vista una quantità di interventi così importanti e generalizzati a livello globale come quelli attuali messi a segno dalle autorità politiche e monetarie mondiali. Questo mette in linea di massima un leggero e sottile dubbio su quanto detto prima, tuttavia, nel medio termine, i problemi a mio avviso sono stati trasferiti in gran parte dal settore privato al pubblico ed è quest’ultimo che va messo sotto la lente per i prossimi anni.