Di seguito riportiamo l'intervista realizzata a Giovanni Lapidari, privato e professionista specializzato sul mercato dei futures, indici e cfd, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'attuale situazione dei mercati, con uno sguardo rivolto in particolare a Piazza Affari.

I mercati azionari continuano a rimanere oggetto di non poco nervosismo, appesantiti da vari fattori. Cosa aspettarsi in Borsa in questo primo scorcio del 2019?

Vi sono numerosi temi macroeconomici su cui possiamo e dobbiamo porre la nostra attenzione.

In collegamento video con una emittente televisiva specializzata, lunedì mattina anticipato che probabilmente le Borse avrebbero potuto somatizzare le preoccupazioni dei managers delle aziende quotate per la congiuntura 2019.
In questo senso mi attendevo poca positività sulle guidance durante le prossime uscite trimestrali.

Nella serata di ieri è poi arrivata la comunicazione di Apple: le dichiarazioni di Tim Cook confermano i timori da parte di chi, meglio di altri, ha il polso dell’economia sui venti recessivi, e comunque di contrazione, per la crescita mondiale.

Dal punto di vista macro i numeri stanno continuando ad uscire brutti un po’ in tutto il mondo:
    a) Pmi cinesi male (l'indice Caixin, che sotto quota 50 indica una contrazione, è sceso a 49,7, sui minimi dal 2017. Questi dati arrivano in un momento di crescenti preoccupazioni per un rallentamento globale che potrebbe influenzare la performance economica degli Stati Uniti).

   b) Male anche i Pmi in Europa, ai minimi degli ultimi due anni

   c) Il dato Usa sull'Ism manifatturiero di dicembre è andato in calo, chiudendo a 54,1 in discesa rispetto al 57,7 atteso e al precedente 59,3 e ne abbiamo avuto ulteriore riprova dai forti ordini di vendita intervenuti sul rame, a dispetto di una seduta in forte rialzo per la valuta del Canada (paese che con il rame ha più di un “rapporto”).