Di seguito riportiamo un'intervista realizzata a Enrico Malverti, presidente di Fintech4i, con domande sull'indice Ftse Mib e su alcune blue chips.

Il Ftse Mib ha recuperato circa 1.000 punti dai minimi segnati a fine 2018. Il rimbalzo in atto è destinato a proseguire nel breve?

Se facessimo delle considerazioni da uomo della strada, è curioso come più volte in passato i titoloni sulla prima pagina dei giornali sul toro in Borsa siano arrivati sempre a precedere i massimi assoluti del ciclo rialzista.

Allo stesso modo ora il mercato sta fortemente recuperando, proprio quando molti analisti si sono accorti, su una perdita del 20%, che il toro oramai era passato a miglior vita, almeno borsisticamente parlando.

Inquadrando però la situazione dal punto di vista tecnico, ancora non si può parlare di inversione rialzista per il Ftse Mib, anche se il superamento dei 19.300, se confermato in chiusura settimanale, sarebbe un bel segnale di forza che ci potrebbe proiettare verso i 20.000 punti.

Il Ftsemib è più forte del Dax in questo momento. Dopo un pessimo autunno, l’accordo tra UE e Governo italiano sta consentendo un recupero di Piazza Affari superiore a quello del mercato tedesco, con il Dax30 che rimane sotto la resistenza degli 11.000 punti.

Tecnicamente anche l’S&P500 rimane sotto la resistenza dei 2.600 punti e quindi di nuovo suscettibile di nuovi affondi.

Unicredit e Intesa Sanpaolo ieri sono tornati a perdere terreno dopo i recenti recuperi. Qual è la sua view su questi due titoli?

Purtroppo la situazione tecnica di entrambi i titoli bancari da lei indicati vede solidi canali ribassisti, con massimi e minimi decrescenti che la fanno da padrone.