Credo che l'indice delle blue chips possa chiudere questo gap, vivendo quindi una nuova fase ribassista nel breve, a completamento della lateralità in atto ormai dal 29 maggio scorso, quando sono stati aggiornati i minimi dell'anno.
Non mi aspetto quindi nell'immediato un superamento deciso dei 22.300/22.350 punti, salvo particolari sorprese positive che dovessero arrivare dalla Fed e della BCE. 

L'euro-dollaro fatica a riportarsi sopra quota 1,18, malgrado i diversi tentativi compiuti in tal senso. Cosa si aspetta nel breve per questo cross?

L'euro-dollaro nell'ultima settimana di maggio ha creato una pin candle abbastanza consistente, la cui upper shadow è stata riconosciuta nell'ottava successiva come una zona di supporto che viaggia tra 1,1646 e 1,1508.
A mio avviso questo supporto è ancora valido, anche se nelle ultime giornate l'euro-dollaro sia stato un po' frenato nella sua salita dall'area di 1,182.

Se questo livello sarà superato al rialzo nelle prossime giornate, probabilmente l'euro-dollaro potrebbe trovare una spinta un po' più forte per riportarsi anche a 1,192/1,193, livello che ritengo raggiungibile alla rottura di 1,182.
Qualora il cross dovesse mostrare ancora più forza, potremo spostare lo sguardo sulla resistenza mensile a 1,205, ma ritengo ancora prematuro il raggiungimento di questa soglia di prezzo nel breve.

Cosa può dirci in merito al recente andamento del petrolio? Quali sono le sue previsioni nel breve?

Anche in questo caso le quotazioni del petrolio si trovano sotto la mediana delle bande di Bollinger attualmente a 67,8 dollari, e la flag che si sta formando potrebbe rivelarsi di tipo ribassista. Se così sarà, il petrolio potrebbe scendere verso i 62,58 dollari, target abbastanza plausibile nel breve.