Di seguito riportiamo l'intervista realizzata ad Antonello Marceddu, trader indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sui principali indici azionari, con una particolare attenzione rivolta a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ha chiuso la settimana con un rally dopo l'affondo delle sessioni precedenti. Quali le sue aspettative nel breve?

Il Ftse Mib sta vivendo una fase di panico che lo vede travolgere qualsiasi supporto, in una corsa a vendere che per il momento ha trovato un primo stop nella sessione di venerdì.

L'area cruciale per l'indice è quella dei 15.000, dove troviamo un supporto sicuramente interessante che è stato lavorato diverso tempo addietro, a marzo e giugno nel 2013 e ancor prima nel 2012.

C'è da evidenziare che il crollo del Ftse Mib è avvenuto in presenza di volumi di scambio molto sostenuti e questo significa che non sono certo solo i retails a vendere, ma anche e soprattutto i big, ossia gli investitori istituzionali che stanno smontando grandi posizioni aperte sul nostro mercato.

L'auspicio è che ora area 15.000 di Ftse Mib possa rappresentare un argine dove poter assistere ad un atterraggio di questa caduta verticale.

Se sarà confermata la tenuta della soglia appena indicata si dovrebbe assistere ad una ripresa graduale del Ftse Mib, anche intervallata da nuovi cali.

Il mercato dovrà leccarsi le ferite e difficilmente assisteremo a recuperi particolarmente vorticosi.

E' stato sicuramente interessante aver rivisto con una certa volatilità ed elasticità la soglia dei 16.000 punti e con una riconquista di quest'area, se accompagnata da robusti volumi di scambio, ci saranno le condizioni per assistere a recuperi più corposi del Ftse Mib verso i 17.500 punti prima e i 18.000 punti in seguito.

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Se però il rimbalzo cui abbiamo assistito venerdì non troverà un seguito nell'immediato, allora potremo dire che la reazione dai minimi in area 15.000/14.900 sarà stata solo un fuoco di paglia.

La mia idea è che nel breve il Ftse Mib possa anche aver raggiunto un bottom, ma tutto dipenderà dalla tenuta di area 15.000.

Con un abbandono definitivo di quest'area infatti avremo dei risvolti ancora più penalizzanti per l'indice perchè sotto i 15.000 punti si dovrà guardare necessariamente alla soglia dei 14.000 punti prima e in seguito ad area 13.000 prima di un ritorno sui minimi storici del 20120 a ridosso dei 12.300. 

Decisiva sarà quindi la tenuta dei 15.000 punti che dovrà sortire l'effetto di attenuare la caduta del Ftse Mib se si vorrà scongiurare lo scenario peggiore di un ritorno sui minimi di sempre.

L'euro-dollaro ha perso circa 4 figure dai recenti massimi toccati ad un passo da quota 1,15. Quali indicazioni ci può fornire per questo cross?

Nella sessione di giovedì dopo il meeting della BCE l'euro-dollaro è sceso al di sotto di area 1,11 salvo poi recuperare fino a 1,12 e terminare la settimana una figura più in basso.

L'euro-dollaro ha abbandonato il supporto interessante di area 1,116/1,117 dove è stata mantenuta una congestione per diverso tempo nella parte finale del 2019.

Per poter assistere ad un rilancio dell'euro-dollaro sarà importante una riconquista di quota 1,116/1,117, ma molto dipenderà anche da come si muoveranno le Borse.

Se queste ultime perderanno ancora sarà probabile un rialzo dell'euro-dollaro che potrebbe anche ripartire dai minimi toccati nei giorni scorsi.

Da notare che in area 1,11 troviamo il 50% di ritracciamento dell'ultimo vettore rialzista e sarà importante verificare se si tratterà di un semplice ritracciamento o qualcosa di più pesante.

Al momento confido in una tenuta di quota 1,11/1,107 e se così sarà allora potremo rivedere l'euro-dollaro riprendere quota con primo target area 1,13 e obiettivo successivo a quota 1,15.

E' chiaro che dalla situazione che sta colpendo i mercati non si guarisce in un giorno o due, ma le Borse potrebbero anche congelare un po' i loro movimenti e ciò potrebbe avvantaggiare un po' l'euro contro il dollaro.

Dopo aver raggiunto area 1.700 dollari, il dollaro è stato colpito da forti vendite che lo hanno spinto quasi 200 dollari più in basso. Cosa può dirci di questo asset?

C'è stata un po' di correlazione positiva tra oro ed euro-dollaro, ma ora stiamo assistendo ad una discesa congiunta dei due asset.

Per il gold è stato negativo l'abbandono del supporto a 1.546/1.545 dollari che apre ora le porte ad ulteriori ribassi verso quota 1.500 dollari prima e area 1.480 dollari in seguito.

Un ritorno dell'oro sopra i 1.546 dollari permetterà all'oro di avviare un recupero verso i 1.580 dollari in primis e successivamente fino ad area 1.600/1.620 dollari, superati i quali si tornerà a guardare ai recenti massimi in area 1.700.