Di seguito riportiamo un’intervista sugli indici di Piazza Affari e su alcune delle blue chips quotate sul mercato domestico, con domande rivolte a Gerardo Murano, Analista tecnico di ADB.

Fallito l’attacco ai 15.000 punti, l’indice Ftse Mib si è riportato circa 1.000 punti più in basso. Si rischia ora una discesa anche oltre i recenti minimi di periodo? Quali le attese per le prossime sedute?

Il rischio di assistere a nuovi minimi è sicuramente persistente e si conferma tale e quale da marzo in poi. Da questo punto di vista non meraviglia la discesa del mercato, dopo aver assistito ad un tentativo di formare un testa spalle di inversione rialzista che al superamento dei 15.000 punti avrebbe prodotto un possibile exploit verso l’area dei 16.000/16.200 punti.
Dal punto di vista operativo il superamento dei 15.000 punti rappresenterebbe ancora un segnale di ingresso abbastanza valido. La mancata violazione del livello appena segnalato esprimerebbe una nuova fase di indebolimento dell’indice, con probabile rottura dei recenti minimi di periodo in area 13.800. Già la rottura dei 14.000 non rappresenterebbe un buon segnale e una giornata come quella di ieri proiettata ad oggi fornirebbe un’ulteriore indicazione negativa per gli investitori.
La mia view è ribassista da un po’ di tempo e di fatto il trend è tale da più di un mese, con il ciclo di medio e di breve entrambi al ribasso.
Con discese oltre gli ultimi minimi a 13.800 bisognerà spostare lo sguardo sui 13.500/13.300, anche se a mio avviso il target del movimento è in area 12.000, quindi anche al di sotto dei minimi di marzo 2009.
La speranza che si possano violare al rialzo i 15.000 punti esiste ed è ancora concreta.