Questo non negherebbe la tendenza rialzista di breve-medio termine visto che ciò avverrebbe solo con il cedimento di area 20.000, livello che al momento non appare raggiungibile nel brevissimo termine.

Mi aspetto con più probabilità ora una fase di consolidamento tra i 20.000 e i 21.000 punti, ma la violazione di quest'ultima soglia negherebbe uno scenario di neutralità, confermando il trend rialzista in corso.

L'impostazione dell'indice è positiva nel medio termine e al momento non vedo particolari rischi al ribasso.

Unicredit oggi resta più indietro di Intesa Sanpaolo. Come valuta i recenti movimenti dei due titoli e cosa si aspetta nel breve?

Per Unicredit il discorso è similare a quello fatto per l'indice, nel senso che abbiamo assistito ad una violazione al rialzo degli 11 euro che ha condotto verso i 12 euro, resistenza che merita di essere monitorata.

Dal punto di vista algoritmico-quantitativo, stiamo assistendo sia per il Ftse Mib, sia per Unicredit e altri titoli, ad un rallentamento della forza della spinta rialzista.

Anche per Unicredit non sarebbe da escludere un movimento di consolidamento tra gli 11 e i 12,2 euro, riportando la tendenza da positiva a neutro-positiva.

Ulteriori segnali di forza che determinassero un superamento del pivot high a 12,15 euro, mostrerebbero di nuovo la robustezza del trend rialzista, facilitando una salita verso i 13 euro.

Sarebbe il cedimento degli 11 euro a negare l'impostazione neutro-positiva, favorendo invece la formazione di una tendenza negativa di breve termine.