Di seguito riportiamo un’intervista sugli indici di Piazza Affari e su alcune delle blue chips quotate sul mercato domestico, con domande rivolte a Gerardo Murano, Analista tecnico di ADB.

L’indice Ftse Mib si è riportato ad un passo dai recenti massimi segnati poco al di sotto dei 17.000 punti. Quali sono le indicazioni per le prossime sedute? Quali i livelli da monitorare ora?

Nelle ultime sedute c’è stato un andamento decisamente incerto che segue in maniera abbastanza costante l’evoluzione della crisi greca. Il primo stop dal punto di vista tecnico è riconducibile al 9-10 febbraio quando è stata raggiunta l’area dei 16.800 dove si è avuta una configurazione di inversione, più a livello intraday che daily. Questa configurazione è stata negata più che parzialmente tra il 15 e il 16 febbraio e in questo caso abbiamo avuto una configurazione di inversione molto forte che prende il nome di “island reversal”. Abbiamo avuto un gap al ribasso che è stato negato il giorno successivo e tutto ciò lascia intravedere un segnale di forza della spinta ribassista. Quello cui abbiamo assistito si spera possa essere una semplice fase di storno legata a delle prese di beneficio.
Dal punto di vista tecnico quanto detto fino ad ora possiamo tradurlo in nuove operazioni long al superamento del recente massimo a 16.850, con proiezioni a 18.000 punti. La rottura dei 16.200 punti andrebbe intesa come segnale di alleggerimento delle posizioni in essere, mentre fino alla violazione dei 15.500 non ci sono indicazioni di inversione di tendenza.
Allargando l’orizzonte in ottica intermaket, va ribadito che anche sul comparto obbligazionario al momento non c’è alcun segnale di alleggerimento o di inversione. Il premio a rischio si conferma ancora elevato e siamo in una fase di transizione che sarà negata soltanto dal superamento di area 17.000.