Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse ha provato ancora una volta ad avvicinare la soglia dei 22.000 punti, dalla quale però è stato respinto, pur mantenendosi a poca distanza dalla stessa. Ci sono le condizioni per assistere ad una riconquista di tale livello nel breve?

A distanza di una settimana cambia relativamente poco sui mercati azionari internazionali, la cui tendenza rimane impostata al rialzo nonostante la crisi russa continui a premere sul "sentiment" degli investitori.
In questo contesto a fare da padrone sono sempre le Banche Centrali, come quella americana che nella serata di mercoledi, diminuendo di ulteriori 10 mld il QE, ha confermato che i tassi resteranno ai minimi storici per un tempo considerevole, e quella europea oramai vicina a misure non convenzionali dopo che il dato riguardante l'inflazione è risultato sotto le attese degli analisti.

Sul mercato dei governativi continua la discesa degli SPREAD col BTP-BUND che torna in area 160 pb grazie all'ottimo esito delle aste a 5 e 10 anni ( sui 5 anni i rendimenti sono scesi ai minimi di sempre).

Sul valutario le news arrivate dalla FED spingono al rialzo l'EURO che nei confronti del DOLLARO tocca i top delle ultime due settimane in area 1.387.
Dal punto di vista grafico oltre questi livelli la moneta unica potrebbe spingersi fin verso le prossime resistenze poste sulla soglia degli 1.39.

Nonostante alcune prese di beneficio, alcune delle quali si sono materializzate nella seduta di mercoledi, la tendenza sul nostro indice principale rimane sempre impostata al rialzo e le attese per le prossime giornate sono di un test sulla soglia dei 22 mila punti. Oltre questo livello il FTSE Mib si aprirebbe la strada verso i top di periodo toccati il 4 Aprile in area 22.200 punti.