Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib sta incontrando non poche difficoltà a riconquistare la soglia dei 21.000 punti, continuando a muoversi in trading range. La situazione attuale potrà trovare uno sbocco direzionale nel breve?

Rispetto ad una settimana fa non cambia l'impostazione sui mercati azionari globali che, in scia sia ai nuovi deludenti dati provenienti dall'area euro ( inflazione in ribasso e indici PMI in contrazione) che ai rinnovati timori geopolitici ( fronte ucraino e manifestazioni ad HONG KONG), continuano nel breve ad essere impostati al ribasso con una volatilità che è tornata a farsi sentire nelle ultime sedute.
Se in questo contesto torna a scendere anche il "sentiment" tra gli investitori, messo a dura prova dai rumors provenienti da Oltreoceano che parlano di un’importante vendita da parte di un operatore istituzionale durante la scorsa ottava, al contrario sale l'attesa per la riunione della BCE che nella giornata odierna potrebbe mettere in campo nuove politiche di espansione monetaria come l'acquisto di titoli di istituti finanziari ellenici e ciprioti.

Sul valutario l'ultima settimana rafforza il trend positivo del DOLLAR INDEX che si avvantaggia su tutte le altre divise toccando i massimi degli ultimi 4 anni. Nello specifico l'EURO prosegue il suo trend ribassista che dovrebbe spingerlo nelle prossime sedute a toccare nuovi minimi posizionati in area 1.25.

Sul mercato dei titoli di stato tornano a scendere i rendimenti che era saliti durante la scorsa settimana per effetto non solo dell'uscita di Bill Gross da PIMCO ( fortemente esposto sui "periferici" ), ma anche per la vendita da parte degli istituti finanziari che con questa mossa stanno cercando di rafforzare la propria forza patrimoniale in vista degli "stress test".