Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib si è spinto ancora in avanti nelle ultime sedute, arrivando ieri a toccare i top da ottobre 2009. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

Il rinvio dell'applicazione dazi USA verso l'Europa, la discesa dei rendimenti obbligazionari e le buone trimestrali statunitensi (ultima in ordine di tempo Apple), riportano a galla il risk-on.
La liquidità torna sull'azionario ed in particolar modo su quello italiano, per nulla intimorito dal nulla di fatto per quanto riguarda la formazione del Governo.

In un contesto generale che torna ad essere positivo, il consiglio è quello di non farsi prendere dall'entusiasmo, in quanto siamo entrati in un mese come quello di maggio che statisticamente non ha regalato soddisfazioni in termini di performance durante gli anni passati.

Sul mercato delle valute prosegue la debolezza dell'Euro che nei confronti del Dollaro si porta sotto la soglia degli 1.20, con prossimi target sui minimi del 2018 in area 1.19.

In precedenza parlavamo del nostro indice principale che nella giornata di ieri si è confermato, con ottimi volumi, oltre la soglia dei 24mila punti, toccando i mssimi degli ultimi 9 anni.
Nel breve continua a migliorare la struttura grafica del FTSE Mib, per il quale  le attese ora sono per un prosecuzione del movimento ascendente in direzione dei prossimi target posizionati nei pressi dei 25mila punti.
Al contrario, eventuali prese di beneficio che riportassero i prezzi in direzione dei 24 mila e a seguire dei 23.500 punti, potrebbero essere sfruttate per rientrare in acquisto.