Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ieri ha fallito l'appuntamento con il rimbalzo, allontanandosi ancora un po' dall'area dei 18.000 punti. Cosa si aspetta per le prossime sedute?

I sondaggi arrivati nelle ultime ore dalla Gran Bretagna e che danno in vantaggio la BREXIT hanno nuovamente indebolito i principali listini azionari che, dopo alcune sedute caratterizzate da un rimbalzo, hanno visto tornare a galla il "risk off".

A questo punto da qui al 23 Giugno (giorno del referendum) la cautela dovrebbe essere ai massimi livelli, perchè l'eventuale uscita del Paese inglese dalla zona euro potrebbe essere letto come un vero e autentico "cigno nero" per i mercati finanziari.

In un questo contesto un caso a parte merita ancora una volta Piazza Affari che, ricordando il flop della BANCA POPOLARE DI VICENZA, si avvia al test sia dell'aumento di capitale del Banco Popolare che della quotazione di Veneto Banca.

Sul mercato valutario, nonostante un modesto rimbalzo, si conferma sempre debole l'EURO che nei confronti del DOLLARO sembrerebbe avviato ad un nuovo test sulla soglia degli 1.11, sotto cui si avrebbe un ulteriore segnale negativo.

Nuova criticità a Piazza Affari che sotto il peso delle vendite presenti sul settore finanziario torna a testare la famosa trendline rialzista che parte dai minimi di Febbraio 2016, sotto cui potremmo avere un nuovo affondo fin verso i 17300 e a seguire 17mila punti.
Al rialzo segnali positivi li avremmo solo con il ritorno delle quotazioni oltre le prime resistenze di breve poste nei pressi dei 18300 punti.