Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib fatica a dare un seguito al recupero partito dai minimi in area 21.100. Si aspetta ulteriori progressi nel breve?

Il focus che rimane sempre rivolto al "coronavirus" e all'impatto che questo potrà avere sull'intera economia globale.
Le Borse, dopo aver vissuto la peggiore settimana degli ultimi 12 anni, iniziano a dare primi segnali, se non di positività, quantomeno di arresto di quella spinta ribassista partita nell'ultima parte del mese di febbraio.

A dare un pò di benzina al "sentiment" degli investitori ci ha pensato la FED che 48 ore fa, a mercati aperti, ha tagliato di 50 punti base i tassi d'interesse, cercando in questo modo di andare incontro non solo alle richieste del mercato, ma anche del Presidente Trump.

In questo contesto la volatilità è tornata sui massimi di periodo e la liquidità ha preferito in particolar modo i titoli di Stato, specie di quei Paesi ritenuti sicuri, con il rendimento del decennale USA che si è spinto sotto la soglia dell'1%.

Sul mercato delle valute l'euro prosegue il recupero nei confronti del Dollaro spingendosi in direzione degli 1,12.
Nel breve è possibile che il rally della moneta unica possa attenuarsi e non sono esclusi ritorni dei prezzi in direzione degli 1.11 e a seguire di quota 1,105.

In un contesto generale che vede timidi segnali di ripresa, non ne approfitta Piazza Affari che, in scia alle forti vendite che si sono abbattute sul settore finanziario, ha visto il Ftse Mib scendere ad inizio settimana vicino alla soglia dei 21 mila punti.