Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib è stato respinto dall’area dei 22.500 punti, riuscendo a mantenersi per ora al di sopra dei 22.000 punti. Ci sono le condizioni per assistere ad una rottura nel breve dei massimi del 2014?

In attesa della riunione della BCE che dovrebbe dare l'avvio all'ambizioso QE, i principali mercati azionari internazionali consolidano i rialzi delle ultime settimane, scaricando alcuni indicatori che nel breve erano arrivati su livelli di eccesso.
In questo contesto il tasto degli investitori rimane sempre premuto sul "risk on" anche in scia al flusso di liquidità che continua a preferire l'equity (oltre 6 miliardi nell'ultima ottava) con scambi in crescita di oltre il 30% nell'arco dei primi due mesi del 2015.

Novità giungono dal mercato valutario con l'EURO che nei confronti del DOLLARO rompe la fase di congestione in atto da oltre un mese e scendendo sotto i supporti posti in area 1.115 va a toccare i minimi degli ultimi 11 anni nei pressi degli 1.105. Ricordo ancora una volta che la svalutazione della moneta unica dovrebbe avere un impatto positivo sui conti delle società europee.

Pullback in corso sul nostro indice principale che dopo aver guadagnato oltre 4500 punti negli ultimi 45 giorni, sta cercando di scaricare quegli eccessi (insiti all'interno di trend conclamati) che potrebbero spingerlo fin verso i 21.330 punti, dove verrebbe chiuso quel gap-up lasciato aperto il 18 Febbraio.
Dal punto di vista grafico la possibile conferma di questa view non cambierebbe il trend di fondo, ma anzi dovrebbe essere sfruttata per rientrare sul FTSE Mib che rimane per le più importanti banche d'affari uno dei listini preferiti a livello generale.