L’indice Ftse Mib continua a mantenersi al di sopra dei 21.500, ma fino ad ora non è riuscito a riportarsi sui massimi dell’anno. Quali sono le attese per le prossime giornate in vista anche della riunione odierna della BCE?

Messo da parte il rischio sistemico dei Paesi Periferici all'indomani delle elezioni europee e fatto scendere di conseguenza il "flight to quality" sui mercati azionari, l'ultima settimana è stata contrassegnata dal ritorno del "risk on" che ha spinto alcuni listini a far segnare i nuovi top di sempre e allo stesso tempo ha fatto tornare le vendite su alcuni asset rifugio come il BUND e l'ORO.

In questo contesto, con un "sentiment" che si mantiene sui top di periodo e una volatilità che è tornata a scendere, crescono le attese per il prossimo market mover mensile rappresentato dalla riunione della BCE ( le cui decisioni condizioneranno il futuro dei mercati finanziari) che nel meeting odierno potrebbe non solo tagliare ulteriormente i tassi d'interesse, ma anche mettere in pista nuove misure a sostegno dell'economia. Questo anche sulla scia di quel rilancio delle cartolarizzazioni (ABS) che in tandem con la BofE sono state approvate nella giornata di venerdì scorso.

Che la voglia di "equity" sia tornata tra gli investitori si è potuto notare nelle ultime sedute in cui i deludenti dati arrivati sia dal PIL statunitense ( -1%) che dalle stime ADP, non hanno avuto nessun effetto, ma anzi sono state lette come un ulteriore segnale di conferma di una politica monetaria accomodante da parte della FED.

Sul mercato dei governativi l'esito delle elezioni ha portato nuova calma sugli SPREAD col BTP-BUND sceso in area 160 pb che vale un rendimento sul decennale sotto l'importante soglia del 3%.