Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib sta provando a reagire dai supporti, ma al momento sembra mostrare ancora scarsa convinzione. Come valuta gli ultimi movimenti del mercato e quali sono le previsioni nel breve?

Le ultime sedute sui principali mercati azionari sono state contrassegnate sia dal ritorno dell'instabilità sul settore bancario, sia dalla discesa del prezzo del PETROLIO, ritornato per alcuni istanti sotto la soglia del 40$ al barile (-30 dai top di Giugno). Questi due fattori hanno portato per alcuni indici ad un indebolimento della loro struttura grafica di breve periodo.
In questo contesto scende leggermente il "sentiment" degli investitori chiamato oggi alla prova dei "non farm payroll", nuovo banco di prova per capire lo stato di salute dell'economia statunitense.

Sul valutario l'EURO arresta la sua salita nei confronti del DOLLARO a contatto con la trendline ribassista che partiva dai top posti sulla soglia degli 1.16, tornando sotto la ex resistenza situata in area 1.1150-1.1140.

Fase importante quella attuale per Piazza Affari dove il Ftse Mib è sceso durante l'ottava fin verso la soglia dei 16mila punti, livelli che hanno posto un argine alle vendite.

Nel breve importante sarà la tenuta di questi supporti per mettere in moto un rimbalzo che avrebbe un primo target sui 16400 (ex supporto) e a seguire verso l'importante resistenza situata in area 17 mila punti, oltre cui arriverebbe un importante segnale di forza da parte del FTSE Mib.

Inutile ribadire che il futuro del nostro indice principale sarà sempre condizionato dal settore bancario che continua a pagare pegno, nonostante i buoni risultati arrivati dagli stress test, all'assenza di una soluzione relativa alla questione dei non performing loan.