Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri è riuscito a dare vita ad un recupero dopo essere arrivato a testare l'area dei 17.000 punti. Ritiene siano stati raggiunti livelli da cui poter assistere ad una ripresa nel breve?

Il rimbalzo arrivato nelle ultime ore ha allentato per il momento la pressione ribassista che si era innescata nelle ultime giornate sui principali mercati azionari, sulla scia sia dei timori legati alla crescita economica globale che alle nuove vendite che avevano colpito i prezzi del PETROLIO.

Questi fattori avevano spinto gli investitori verso alcuni beni rifugio come YEN e BUND e in questo contesto non dobbiamo dimenticare in particolar modo per il nostro indice la debolezza del settore bancario.

La negatività di questo comparto potrebbe però essere giunta ad un punto di svolta con il decreto arrivato nellaserata di ieri che comprende la riforma delle BCC, l'abolizione dell'anatocismo e sopratutto le garanzie pubbliche sui crediti deteriorati.

Sul mercato valutario continua la buona impostazione dell'EURO che rompe i suoi massimi nei confronti della STERLINA entrando nell'area degli 0.80 e il cui rally potrebbe continuare fin verso il referendum sulla Brexit in programma il 23 Giugno.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale non cambia la view espressa la scorsa ottava e che vede solo con l'allentamento della pressione ribassista sul settore finanziario la ripresa del FTSE Mib.
Graficamente nel breve importante sarà la tenuta dei 17 mila punti per evitare un'ennesima fase di debolezza che potrebbe spingere i prezzi in direzione dei 16750-16700 e a seguire verso il 16500 dove verrebbe ricoperto il gap up lasciato aperto il 15 Febbraio.
Al rialzo primi segnali di forza arriverebbero con il ritorno dei prezzi oltre la soglia dei 18 mila punti.