Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ha ripreso con decisione la via delle vendite che lo stanno riportando in direzione dei recenti minimi. Si aspetta una rottura al ribasso di area 15.000 o si può sperare in una ripresa?

Dopo il rimbalzo della scorsa ottava sui principali mercati azionari, torna prepotentemente l'avversione al rischio con la liquidità che uscita dall'equity preferisce posizionarsi in attesa di tempi migliori sui beni rifugio. Tra questi  troviamo l'ORO che tocca i massimi degli ultimi 24 mesi, lo YEN, ma sopratutto i titoli di stato tedeschi, americani e nipponici i cui rendimenti fanno registrare i minimi storici.

In questo contesto la speculazione, che con la BREXIT ha trovato terreno fertile, torna a colpire il settore finanziario (in particolar modo quello italiano che secondo alcune banche d'affari avrebbe bisogno di ulteriore liquidità) con alcuni titoli che, in attesa degli "stress test", si avviano verso i minimi degli ultimi anni.

Sul valutario continua la debolezza della divisa britannica che registra nuovi minimi nei confronti dell'EURO e del DOLLARO.
Operativamente consiglio di sfruttare i rimbalzi della STERLINA per aprire nuove posizioni short visto che il trend ribassista dovrebbe proseguire anche nelle prossime settimane.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale torna a farsi preoccupante la situazione del FTSE Mib che scende sotto i minimi di febbraio posti in area 15700-15750 punti, sotto cui è possibile un nuovo affondo fin verso la soglia dei 15 mila punti.