Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib sta vivendo una fase ribassista decisamente pesante che lo ha portato a chiudere gli scambi ieri a ridosso dei 19.500 punti. Come è cambiato lo scenario del mercato e quali sono le attese nel breve?

Se la scorsa settimana avevo messo in guardia i lettori che sarebbero state le news a scuotere i listini azionari, sensibili alle rinnovate tensioni sia geopolitiche (presenti in Ucraina e Medio-Oriente) che finanziarie (legate alle vicende argentine e del B.ESPIRITO SANTO), nelle ultime sedute è stata la realtà dell'economia italiana, con l'ultimo dato del PIL che conclama una nuova recessione, a portare forti vendite sul listino italiano che gìà 24 ore prima aveva sofferto la "bacchettata" di Goldman Sachs, i cui analisti avevano abbassato il rating sui BOND italiani.

In questo scenario s'inquadra la riunione odierna della BCE che potrebbe ancora optare per una politica attendista ( wait and see) nonostante il calo dell'inflazione e un'economia in alcuni Paesi ancora ferma.
Sul valutario i deludenti dati italiani uniti al calo degli ordinativi industriali tedeschi spinge al ribasso l'EURO che nei confronti del DOLLARO è atteso al test dei minimi di Novembre 2013 in area 1.33.

Ultime sedute di passione per il nostro indice principale ( 7 giornate su 9 negative ) che dopo aver rotto i minimi di maggio 2014, posizionati in area 20200-20000 punti, si è spinto fin verso i 19500 punti, peggiorando la sua struttura grafica non solo di breve ma anche di medio periodo. Gli eventuali rimbalzi di breve ( visto anche il forte ipervenduto presente) potrebbero essere sfruttati per aprire nuove posizioni SHORT.