Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ha recuperato circa 1.000 punti dai nuovi minimi dell'anno segnati in avvio di settimana. Come valuta gli ultimi movimenti e cosa si aspetta nel breve?

E' una fase fondamentale quella che si sta vivendo sui principali mercati azionari internazionali che nelle ultime giornate stanno facendo i conti con due "spine" importanti.

Una è quella relativa ai possibili dazi nel settore siderurgico pensati dall'amministrazione Trump (evento questo che potrebbe portare ad una guerra commerciale), l'altra riguarda i risvolti legati alle elezioni politiche italiane dello scorso weekend, il cui risultato non depone a favore di un Governo stabile.

In questo contesto, un'ulteriore variabile che potrebbe portare del nervosismo sarà la riunione odierna della BCE, con il Governatore Draghi che potrebbe chiarire le prossime mosse del Board in tema di politica monetaria.

La criticità della situazione attuale è anche confermata dal cambio DOLLARO-YEN, con la divisa nipponica (classico bene rifugio) che rimane sui massimi degli ultimi 16 mesi, evento questo che ha indebolito nelle ultime settimane il listino giapponese.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale, ci accorgiamo come il risultato elettorale non abbia al momento indebolito il quadro grafico di fondo. Le quotazioni del Ftse Mib, grazie al pronto recupero dei 22mila punti, potrebbero andare nelle prossime giornate a testare le prime resistenze di breve situate nei pressi dei 22.800-22.850 punti.
Al ribasso nuovi segnali di debolezza arriverebbero solo con il ritorno dei prezzi sotto la soglia dei 22mila punti.