Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Dopo aver avvicinato l'area dei 17.300 punti da lei segnalata nell'ultima intervista, l'indice Ftse Mib ha avviato un recupero. Quanto ritiene credibile questa rimonta? Fin dove potrà spingersi la risalita dei corsi?

Nonostante l'accelerazione dei mercati statunitensi che sono tornati nuovamente vicino ai top di periodo, non cambia la view sui mercati azionari del Vecchio Continente che rimangono ostaggio di alcune scadenze importanti in programma durante il mese di Giugno. Mi riferisco in particolare al referendum sulla Brexit e alle elezioni spagnole, senza dimenticare i rinnovati timori riguardanti il rallentamento dell'economia globale come testimoniato nelle ultime ore dalla Banca Mondiale.

In questo contesto caratterizzato quindi da incertezza, continuano a muoversi al rialzo alcune MATERIE PRIME come il PETROLIO che ha rotto la barriera dei 50 $ al barile e l'ORO che, dopo le parole accomodanti pronunciate dalla YELLEN in materia di tassi d'interesse, è tornato ad essere acquistato da importanti fondi istituzionali.

Sul mercato valutario al contrario si è indebolito il DOLLARO con l'EURO che è tornato sopra la trend-line ribassista che partiva dai top in area 1.16, aprendo in questo modo la porta ad un nuovo recupero.

Una situazione ancora particolare si vive a Piazza Affari che rimane in balia del settore bancario sulla scia dell'aumento di capitale sia del Banco Popolare che di Veneto Banca (importante sarà non ripetere il flop di Banca Popolare di Vicenza).