Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib è reduce da due sedute molto positive che lo hanno riportato al di sopra dei 18.000 punti. Quali scenari si aprono ora pe ril nostro mercato alla luce della reazione manifestata alla vittoria del no al referendum?

A sorpresa e contro tutte le previsioni la vittoria del NO al referendum costituzionale ha innescato sui mercati del Vecchio Continente un importante rally che è stato guidato in particolar modo dal settore finanziario.
Quest'ultimo ha guadagnato terreno in scia alle mosse che potrebbero essere messe in capo tra poche ore dalla BCE, visto che il board guidato da Mario Draghi potrebbe non solo estendere il QE fino a Settembre 2017, ma anche comunicare l'acquisto di titoli azionari europei per salvare le banche italiane ed evitare una crisi sistemica per l'economia del Vecchio Continente.

Nulla di nuovo invece da oltreoceano dove Wall Street continua ad aggiornare i suoi top di sempre grazie all'euforia innescatasi con la vittoria di Trump.

Sul mercato delle MATERIE PRIME si arresta il rally del PETROLIO (+15% la scorsa ottava e migliore performance settimanale degli ultimi anni) che, arrivato a contatto con i top annuali in area 52-52.50 $ va incontro a prese di beneficio che potrebbero proseguire fin verso i 48 $.

Al contrario sul mercato delle valute rimbalza l'EURO che nei confronti del DOLLARO si porta sopra gli ex sostegni situati in area 1.0730, aprendo la porta per un test nei pressi degli 1.08.

Il ritorno di importanti investitori stranieri, che nelle settimane precedenti avevano intascato rilevanti guadagni scommettendo al ribasso sul nostro indice principale, ha innescato un vero e proprio rally per Piazza Affari (+10% nelle ultime 7 sedute).