Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib ieri ha messo nuovamente sotto pressione i minimi della scorsa settimana salvo poi dare vita ad un'inversione di rotta. Come valuta gli ultimi movimenti del mercato e quali sono le sue attese nel breve?

I rinnovati timori provenienti sia da Atene, dove lo stallo tra FMI e creditori riporta sulla scena l'eventualità di un uscita della Grecia dall'Euro, sia dalle prossime tornate elettorali (Francia, Olanda e Germania) stanno influenzando negativamente i principali mercati azionari del Vecchio Continente.

Le Borse europee sono tornate ad essere oggetto di vendite a differenza di quelli statunitensi che hanno ritoccato i propri top di sempre.
In questo contesto la liquidità si è rivolta verso i titoli "core" e non deve sorprendere sia la risalita degli SPREAD (il BTP ha rivisto i top degli ultimi 3 anni) che il continuo recupero di alcuni beni rifugio come ORO e ARGENTO.

Sul valutario è tornato ad indebolirsi l'EURO che nei confronti del DOLLARO è sceso sotto la soglia degli 1.07, con possibile prosecuzione delle vendite in direzione degli 1.065 e a seguire 1.06.

Fase delicata quella attuale per il nostro indice principale che sulla scia delle vendite che stanno colpendo il settore bancario, ha rotto nell'intraday ieri i minimi della scorsa ottava posti in area 18500-18550 punti.
Nel breve il focus rimare rivolto verso questi livelli e in caso di nuova rottura degli stessi si potrebbe assistere ad una discesa del FTSE Mib in direzione dei 18300 e a seguire 18 mila punti.
Al contrario al rialzo nuovi segnali di positività si avrebbero oltre i 19150 punti.

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