Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib ha violato i massimi del 2014 spingendosi ad un passo dall’area dei 23.000 punti. Ritiene che anche questo livello potrà essere superato nel breve o lo stesso frenerà l’ascesa del listino?

Dopo qualche seduta di debolezza tornano gli acquisti sui principali mercati del Vecchio Continente, il cui "sentiment" continua ad essere sostenuto dall'avvio del QE e dalle parole del Governatore Draghi, secondo cui le azioni messe in campo dovrebbero spingere l'economia ad uscire dal "pantano". Il sentiment positivo non è per nulla infastidito dalla crisi finanziaria di Atene ancora in attesa dell'ok da parte del FMI e dell'UE per quanto riguarda i fondi necessari per fronteggiare le oramai ravvicinate scadenze.

Una situazione leggermente diversa si vive oltreoceano con gli investitori che, iniziando ad essere concentrati sulle prossime mosse da parte della FED per quanto riguarda il primo rialzo dei tassi d'interesse, continuano a spostare la liquidità sui listini periferici.
Sul valutario non si arresta la debolezza dell'EURO che nei confronti del DOLLARO è oramai avviato verso la soglia degli 1.05, sotto cui si aprirebbero le porte per un cambio 1:1.

Nuovo segnale di forza da parte del nostro indice principale che con volumi in forte espansione si porta oltre i massimi del 2014 posizionati in area 22600 punti, inviando un ennesimo segnale di acquisto e migliorando nello stesso tempo la sua struttura grafica.