Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L'indice Ftse Mib si mostra incapace per il momento di una reazione degna di nota, mantenendosi a poca distanza dall'area dei 17.500. Si aspetta ulteriori ripiegamenti nel breve?

E' una situazione strana quella che si continua a notare sui principali mercati azionari globali che se da una parte vedono Wall Street sempre vicina ai suoi top di periodo ( guarda caso in concomitanza del mini rally del DOLLAR INDEX), dall'altra vedono il Vecchio Continente proseguire, nonostante sporadici rimbalzi, nella sua fase di debolezza.
Quest'ultima si è innescata a ridosso della terza decade di aprile e viene ancora una volta confermata dal deflusso di liquidità che continua a fuoriuscire dall'equity europeo.

Questa fase di vendite è sopratutto concentrata sul settore finanziario e di pari passo colpisce in maniera violenta il nostro FTSE Mib. L'indice delle blue chips nella giornata di ieri è sceso a testare la trendline rialzista che parte dai minimi di febbraio 2016. Una rottura di detta trendline spingerebbe velocemente i prezzi in direzione dei 17.000 punti e a seguire dei 16.800, livello da cui è partito l'ultimo rimbalzo nel mese di aprile.
Inutile ribadire ancora una volta che la struttura generale sta peggiorando a vista d'occhio e che in mancanza di un pronto "sussulto" le attese sarebbero per una continuazione del trend in corso.

Sul mercato delle MATERIE PRIME continua la buona intonazione sia del PETROLIO, i cui prezzi sono tornati a testare le resistenze poste in area 46 euro, che dell'ORO, sempre vicino alla barriera dei 1300 dollari l'oncia, oltre cui avremo nuovi segnali di forza.