Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L‘indice Ftse Mib non è riuscito a confermare la rottura dei 22.500 punti, prestando il fianco ad alcune prese di profitto. Come valuta l’attuale situazione del mercato e quali sono le sue previsioni nel breve?

Il rally sui mercati azionari che si era rinvigorito grazie alle politiche monetarie annunciate giovedì scorso dalla BCE, con taglio dei tassi e nuove operazioni di LTRO, e ai dati macro arrivati da oltreoceano, (occupazione statunitense ai livelli pre-crisi), ha trovato una battuta d'arresto non solo nelle revisioni al ribasso della Banca Mondiale sulla crescita economica globale per l'anno in corso, ma anche in alcuni PROFIT WARNING arrivati da LUFTHANSA e VALLOUREC che hanno allontanato dai top di periodo il sentiment degli investitori.

E' bene sottolineare comunque che l'impostazione di fondo sui vari listini rimane sempre al rialzo grazie a quella liquidità che rimane abbondante e che potrebbe vedere nei prossimi mesi l'EURO come nuova moneta per fare carry-trade, anche in scia alle dichiarazioni di DRAGHI secondo il quale la BCE avrebbe ancora ulteriori "armi" per combattere l'inflazione.

Le decisioni della BCE si sono riflesse anche sui mercati obbligazionari che hanno visto scendere gli SPREAD sui minimi assoluti. Nello specifico il BTP-BUND si è spinto fin sotto la soglia dei 140 pb che vale un rendimento sul decennale al 2.73%.
A questo riguardo massima importanza ad inizio ottava è data alle decisioni arrivate venerdì scorso a mercati chiusi da S&P che ha confermato il rating sull'ITALIA e al tempo stesso promosso l'IRLANDA.