Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ha raggiunto livelli di prezzo che non si vedevano ormai dal lontano 2008. Si aspetta una prosecuzione del rialzo nel breve?

Da una parte il mondo continua ad interrogarsi sull'impatto che il "coronavirus" potrà avere sulla crescita economica globale, dall'altra i principali mercati azionari non sono mai stati cosi in salute.

Prosegue così quel rally che ha spinto nelle ultime ore i listini statunitensi a toccare i nuovi massimi di sempre, segnando il 13° record nel 2020, e quelli del Vecchio Continente a raggiungere i top di periodo.

A dare nuova spinta agli acquisti troviamo sia i buoni dati societari che arrivano dalle due opposte sponde dell'Atlantico, sia la possibilità che le Banche Centrali mantengano una politica espansiva per cercare di "alleviare" gli effetti del virus cinese.

Sul mercato valutario personalmente non vedo nessuna sorpresa, visto che l'euro si porta aldi sotto dei minimi del 2019 nei confronti del dollaro, dopo aver sfondato la soglia degli 1,09.

Continuo a pensare che ogni rimbalzo della moneta unica europea, laddove dovesse esserci, sia sempre una nuova occasione per andare al ribasso.

Sette sedute al rialzo nelle ultime otto per il Ftse Mib, con i prezzi che portandosi oltre i 24.500-24.550 punti, massimi degli ultimi 10 anni, hanno inviato un importante segnale di forza.

La spinta al rialzo è arrivata grazie in particolare alla buona intonazione del settore bancario, con il Ftse Mib banche che per la prima volta negli ultimi 2 anni si porta oltre la soglia dei 10mila punti.