Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L'indice Ftse Mib nelle ultime sedute è stato travolto da un'ondata di vendite che lo hanno riportato a ridosso dei 23.000 punti. Questo movimento è da interpretare come un'opportunità di acquisto o sarà seguito da ulteriori ribassi nel breve?

E' un uno/duo pesante quello che ha colpito nelle ultime due sedute i principali mercati azionari, che in scia alle decisioni prese dalle autorità cinesi di svalutare lo YUAN (un -3.52% per cercare di porre un freno al rallentamento della propria economia), ha portato una pioggia di vendite che ha penalizzato in particolar modo i titoli legati al LUSSO e all'AUTOMOTIVE, i cui settori sono esposti maggiormente nell'area asiatica.

Queste decisioni hanno avuto un impatto importante anche sul mercato valutario dove lo forte discesa della moneta cinese (che ha toccato i minimi di periodo nei confronti delle altre valute) potrebbe modificare i piani della FED per quanto riguarda l'aumento dei tassi d'interesse.

Il sell-off generale non ha risparmiato nemmeno il nostro indice principale che dopo essere nuovamente arrivato a flirtare con la soglia dei 24mila punti, è andato incontro a forti vendite che hanno spinto le quotazioni fin verso la soglia dei 23 mila punti.

Nel breve una conferma sotto questi livelli potrebbe spingere il FTSE Mib in direzione dei 22800 punti (minimi del 27 Luglio) e a seguire fin verso i 22500 (parte bassa del trading range di medio periodo), sotto i quali aumenterebbero le chance di andare a chiudere quel famoso gap up lasciato aperto lo scorso 10 Luglio nei pressi dei 22340 punti.