Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

L’indice Ftse Mib sta vivendo giornate molto pesanti per via dei timori relativi alla Brexit, tanto da avvicinarsi ai minimi dell’anno. Quali sono le sue previsioni per le prossime giornate?

I timori legati ad una possibile BREXIT continuano ad influenzare negativamente i principali mercati azionari del Vecchio Continente che solo nella seduta di ieri hanno preso una boccata d'ossigeno dopo 5 giornate consecutive caratterizzate da forti vendite.

In questo contesto continua il deflusso dall'azionariato europeo (18^ ottava consecutiva e record degli ultimi 8 anni) e parte di questa liquidità, che ha raggiunto i top degli ultimi 15 anni, si dirige verso asset sicuri come YEN, ORO (lanciato al test dei 1300$) e BUND, i cui rendimenti sono oramai vicini allo zero.

Sul mercato valutario le ultime sedute sono state contrassegnate dalla debolezza dell'EURO che nei confronti del DOLLARO si avvia al test degli 1.12 sotto i quali si aprirebbero le porte a nuove vendite.

Situazione sempre precaria a Piazza Affari che continua pagare la debolezza presente sul settore bancario, con il Ftse Mib che ha rotto al ribasso i minimi di Aprile 2016 posti in area 17000-16800, sotto cui aumentano ora le chance di una prosecuzione delle vendite fin verso i minimi di febbraio posti nei pressi dei 15800 punti. Questi livelli dovrebbero essere raggiunti prima del referendum britannico, pur non escludendo eventuali rimbalzi dovuti al forte ipervenduto raggiunto da alcuni indicatori di breve periodo.