Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

Il Ftse Mib sta mostrando nuovamente incertezza dopo la mancata violazione di area 22.500. A suo avviso bisogna prepararsi ad una fase di vendite più robuste nel breve?

E' una prima parte di settimana caratterizzata da diffusa debolezza sui principali mercati azionari che, dopo il rally dell'ultima ottava, vanno incontro a delle prese di beneficio in scia ad una serie di dati macro sotto le attese (inflazione in Cina, Deflazione in Giappone, consumi in discesa in USA e ZEW sui minimi degli ultimi 12 mesi) che confermano il rallentamento dell'economia globale.

In questo contesto torna a scendere nel breve il "sentiment" degli investitori il cui focus è ora rivolto sia ai dati trimestrali in arrivo dalla "corporate" statunitense, che alla prossima riunione della BCE, visto che quest'ultima potrebbe aumentare la portata e la durata del suo QE.

Sul mercato valutario si conferma forte l'EURO che dopo aver brekkato area 1.127 nei confronti del DOLLARO è ormai indirizzato a testare le forti resistenze situate nei pressi degli 1.145-1.15.

Trend di brevissimo discendente per il nostro indice principale che perde la soglia dei 22 mila punti e apre le porte ad una possibile ricopertura del gap up lasciato aperto il 5 Ottobre in area 21550 punti, prima del ritorno degli acquisti.

Al rialzo ancora una volta confermo che sarà solo con conferme oltre le prime resistenze situate in area 22250-22300 punti che il FTSE Mib invierebbe un importante segnale rialzista, con possibile estensione dei guadagni fin verso i 22900-23 mila punti.