Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib continua a flirtare con l'area dei 22.000 che al momento è rimasta inviolata. Cosa si aspetta per le prossime giornate?

Dopo che nella giornata di ieri i principali listini azionari hanno toccato, alcuni i top di sempre ed altri quelli di periodo, iniziano a meterializzarsi le prime prese di beneficio.

Il pretesto è stato offerto dai deludenti dati provenienti dalla manifattura e dai servizi europei, ma le prese di profitto non devono comunque sorprendere più di tanto gli investitori, anche perchè l'azionario ha realizzato nei primi 3 mesi del 2019 una delle migliori performance di sempre.

A livello generale non cambiano i temi che ci stanno accompagnando oramai da alcuni mesi e che vedono da una parte i timori legati alla crescita dell'economia globale e dall'altra le attese per un accordo tra Usa e Cina in tema di dazi, senza dimenticare le incertezze legate alla BREXIT.

Sul mercato delle materie prime attenzione all'ORO che con la rottura dei supporti posti in area 1.280-1.285 dollari ha inviato un segnale SHORT, con il rischio di assistere ora ad una discesa in direzione dei 1.245-1.250 dollari.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale, nella giornata di ieri le quotazioni sono tornate a rivedere la soglia dei 22mila punti, corrispondenti ai massimi degli ultimi 8 mesi.

Nel breve le attese sono per una possibile correzione che potrebbe riportare il Ftse Mib in direzione dei 21.650 punti prima e successivamente verso i 21.500 punti, senza che questo vada a mutare la view che rimane sempre impostata al rialzo.