Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

Da alcune sedute l’indice Ftse Mib sta registrando oscillazioni contenute, mantenendosi a ridosso di area 22.000. Prevede un ritorno di direzionalità dopo l’appuntamento con la Fed? Quali i livelli da seguire ora?

Le prese di beneficio partite la scorsa ottava in scia non solo alla revisione al ribasso della crescita economica per il 2014 da parte della Banca Mondiale, ma anche ai nuovi timori geopolitici provenienti dall'IRAQ, evento che ha spinto il prezzo del PETROLIO sui massimi degli ultimi mesi, dovrebbero avere le ore contate. Questo grazie alle decisioni prese dalla FED nella serata di ieri che, continuando come nelle previsioni il ritiro di ulteriori 10 mld $ di stimoli, ha confermato una politica monetaria accomodante e rassicurato gli operatori sul fatto che le discussioni in corso tra i membri del board su un eventuale rialzo dei tassi non sono da considerarsi un segnale di azione imminente.

Tutto questo dovrebbe nuovamente spingere al rialzo il "sentiment" degli investitori che nelle ultime giornate si era leggermente appannato, e portare i vari listini al test di periodo, in primis il DAX sui 10 mila punti.

Sul valutario, dopo aver toccato i minimi degli ultimi mesi, tornano gli acquisti sull'EURO che nei confronti del DOLLARO si avvia verso la soglia degli 1.36.
Dal punto di vista grafico non cambia comunque l'impostazione di medio periodo che rimane sempre discendente con possibili test sui minimi del 2014 sotto l'area degli 1.35.