Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib si è spinto a poca distanza dai massimi dell’anno, senza mostrare segnali di cedimento per ora. A questo punto è probabile anche il superamento dei 18.000 punti? Quali le attese nel breve?

Se nella scorsa settimana avevamo parlato di un cambiamento al rialzo del "sentiment" sui mercati azionari internazionali, grazie alla soluzione diplomatica che si stava aprendo in SIRIA, le ultime sedute ci hanno confermato questa view positiva che si è ulteriormente rafforzata grazie alla decisione della FED ( uno dei market mover del mese in corso). La Banca Centrale americana nella serata di ieri non ha dato via al famoso TAPERING (come avevo più volte avuto modo di affermare nelle passate interviste) ma ha lasciato inalterato il suo programma di acquisto di BOND ad un ritmo di 85 mld di $ al mese, anche sulla scia di una revisione al ribasso della crescita economica nell'anno in corso, con tassi eccezionalmente bassi fin quando la disoccupazione non scenderà sotto il 6.5%.

In questo contesto torna a salire prepotentemente l'EURO che nei confronti del DOLLARO rompe i massimi di periodo posti oltre l'area degli 1.34 arrivando fin verso gli 1.35, livello che se fosse confermato aprirebbe la strada ai massimi degli ultimi 12 mesi in area 1.365 e a seguire 1.37.
Sull'obbligazionario lo STATUS QUO della FED ha effetti anche sul TREASURY il cui rendimento scende sotto il 2.75%.

Continua l'ottimo stato di forma del nostro indice principale che dopo essersi confermato oltre i 17700 punti apre le porte ad un test sulle forti resistenze posizionate sulla soglia dei 18 mila punti, livello che molto probabilmente segnerà nelle prossime settimane il trend sul FTSE Mib. Infatti la rottura di quest'area ( top degli ultimi 24 mesi) sarebbe letta come un forte segnale di acquisto capace di proiettare l'indice fin verso i 19 mila punti.