Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L'indice Ftse ha provato a più riprese a scavalcare l'ostacolo dei 23.000 punti, per poi scendere a mettere sotto pressione l'area dei 23.000. Cosa si aspetta nelle prossime giornate?

I timori legati al rallentamento dell'economia cinese, il deprezzamento delle principali materie prime e la tempesta valutaria che ha portato le divise dei Paesi Emergenti ai minimi di periodo nei confronti del DOLLARO, continuano ad appesantire i mercati azionari le cui vendite sono accentuate anche dai volumi in deciso calo visto il periodo estivo.

In questo contesto le nuove misure messe in campo dalle autorità cinesi sia per fermare le forti vendite che colpiscono Pechino, che la fuga di capitali ( oltre 125 mld $ da inizio Luglio) dopo le svalutazioni dello YUAN, non hanno fatto altro che aumentare le tensioni sull'azionario, spingendo il "sentiment" di breve vicino ai minimi di periodo.

Sul mercato valutario ancora una volta poco da segnalare con l'EURO che passando di mano in area 1.11 nei confronti del DOLLARO si conferma di conseguenza all'interno di quel trading range (1.08-1.145) che da parecchi mesi tiene "ingabbiati" i prezzi.

Situazione delicata invece sul nostro indice principale che con conferme sotto la soglia dei 23 mila punti potrebbe proseguire la sua discesa in direzione dei 22800 (minimi mensili) e a seguire verso la parte bassa del trading range (22500 punti) presente sul FTSE MIb da diversi mesi.

Segnalo che qualora questa view dovesse realizzarsi, aumenterebbero le possibilità di una chiusura del gap up lasciato aperto il 10 Luglio in area 22340 punti.