Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L'indice Ftse Mib ieri ha vissuto un'altra seduta da incubo, scendendo poco sotto la soglia dei 18.000 punti. Dove potrà fermarsi la discesa del mercato? Quali le previsioni per le prossime giornate?

Sprofondano i principali mercati azionari globali che, in scia all'ennesimo sell-off sul PETROLIO, sui minimi degli ultimi 14 anni con una domanda che si indebolisce, sono entrati in una fase di panic selling. Gli investitori vendono a piene mani gli asset rischiosi e si dirigono verso i beni rifugio come BUND, TREASURY e ORO.

In questo contesto scende sui minimi degli ultimi anni il "sentiment" degli investitori che ora ripone tutte le speranze nella BCE. Quest'ultima nel pomeriggio odierno potrebbe mettere una "pezza" al tracollo di questa prima parte di Gennaio, offrendo sul piatto nuove misure per sostenere l'economia nell'area euro.

Che la situazione sia veramente preoccupante si può notare anche dalla tensione che ha colpito gli SPREAD con i rendimenti italiani che sul decennale sono tornati oltre area 1.6%.

Tra i listini che fanno registrare la peggiore performance troviamo Piazza Affari che in scia ai timori riguardanti sia la BAD BANK che le tensioni tra il Governo e Bruxelles, ha toccato i minimi degli ultimi 24 mesi in area 18 mila punti.

Nel breve ora l'attenzione sarà tutta rivolta a questi livelli sotto i quali il FTSE Mib potrebbe spingersi in direzione dei 17500 e a seguire 16500 punti.
In questo contesto caratterizzato anche da volatilità, l'operatività sarebbe quella di sfruttare i rimbalzi per chiudere alcune posizioni e al tempo tempo aprire posizioni ribassiste.