L'indice Ftse Mib ha provato a riagganciare ieri l'area dei 16.500 fallendo però nel suo intento. Si aspetta ulteriori vendite nel breve? Quali sono i livelli da tenere d'occhio?

Dopo la debolezza riscontrata nelle ultime sedute, i principali mercati azionari internazionali potrebbero riprendere la strada degli acquisti grazie al nulla di fatto da parte della FED che ha lasciato per la sesta volta consecutiva invariati i tassi d'interesse. La Bancas Centrale americana ha aperto però la porta per un aumento nel mese di Dicembre dopo le elezioni presidenziali ( come più volte abbiamo anticipato nei nostri interventi).

In questo contesto a migliorare il "sentiment" di breve potrebbero incidere sia il rimbalzo del prezzo del PETROLIO, ma anche le decisioni arrivate dalla BofJ che, lasciando fermi a -0,1% i tassi d'interesse, ha aumentato gli acquisti di TITOLI DI STATO a lunga scadenza (l'obiettivo è di schiacciare i rendimenti sullo 0 e favorire in questo modo gli acquisti da parte degli investitori di asset rischiosi).

Sul mercato valutario le decisioni della FED indeboliscono il DOLLARO con l'EURO che si avvia verso l'area degli 1.12, anche se un primo segnale di forza arriverebbe solo oltre 1.1270.

Sul mercato della MATERIE PRIME attenzione all'ORO che dovo aver riconosciuto gli importanti supporti situati sulla soglia dei 1300 dollari potrebbe spingersi in direzione dei 1350 e a seguire dei 1400 dollari.

Fase delicata quella attuale sul nostro indice principale che continua a pagare la debolezza presente sul settore bancario.
Dal punto di vista grafico importante è stata la tenuta dei 16200 punti che da una parte ha evitato nuovi affondi ribassisti in direzione dei 16mila punti e al tempo stesso ha posto le basi per un rimbalzo che prenderebbe forza col ritorno delle quotazioni oltre i 16.500 punti, con possibile estensioni fin verso la soglia dei 17 mila punti.