Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Dopo una serie di sedute negative il Ftse Mib ieri ha dato vita ad un primo rimbalzo. Quanto lo ritiene convincente? Cosa si aspetta per le prossime sedute?

Nel giorno in cui la Commissione Europea boccia la nostra manovra finanziaria, i listini azionari ritrovano, dopo alcune giornate caratterizzate da decise vendite, la strada degli acquisti, anche sulla scia del forte ipervenduto di breve che avevano raggiunto alcuni indicatori.

Dobbiamo subito dire che il rimbalzo di ieri non cambia al momento la view negativa sull'azionario, anche perchè sullo sfondo rimangono sempre presenti i vari timori che hanno contrassegnato le ultime giornate.

Il riferimento è ai colloqui per la BREXIT, ma anche a quelli tra Usa e Cina in tema di "dazi", senza dimenticare i timori di un rallentamento della crescita economica mondiale, come certificato anche dall'OCSE.

Sul mercato delle MATERIE PRIME il rimbalzo del PETROLIO non cambia neanche in questo il trend ribassista partito nel mese di ottobre e che dovrebbe portare i prezzi del WTI in direzione dei 50 dollari al barile.

Arrivando a dare uno sguardo al nostro indice principale, ci accorgiamo come il FTSE Mib, che aveva già scontato nelle settimane precedenti la bocciatura della manovra finanziaria da parte della Commissione Europea, ha innescato nella seduta di ieri un rimbalzo grazie alla tenuta dei supporti sui minimi del 2018 posti in area 18.400.

Dal punto di vista grafico importante rimane una conferma dei prezzi sopra i livelli appena segnalati, per evitare un'ulteriore escalation ribassista che potrebbe spingere le quotazioni in direzione dei minimi degli ultimi anni situati nei pressi dei 15.000 punti.