Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L'indice Ftse Mib è stato respinto verso il basso dopo aver tentato il superamento dei massimi dell'anno. Si può sperare in una ripresa degli acquisti nel breve?

Risolto al momento il "tormentone greco", con la BCE che aumenta la liquidità di emergenza per le banche greche, il driver sui principali listini azionari internazionali si sta spostando sui risultati che stanno provenendo dalla "corporate" statunitense. Le ultime trimestrali, in particolar modo nel settore TECH, stanno deludendo le attese degli analisti, aprendo in tal modo il campo a quelle normali e fisiologiche prese di beneficio, dopo che il rialzo innescatosi due ottave fa aveva spinto alcuni listini a ritoccare i top di periodo.

In questo contesto un ulteriore driver nelle prossime sedute potrebbe essere rappresentato dal primo rialzo dei tassi d'interesse oltreoceano, le cui possibilità stanno aumentando considerevolmente, specie se quei rumors che parlano di un PIL USA in crescita nel secondo trimestre di oltre il 2% trovassero conferme.

Tra i vari indici che nelle ultime settimane hanno ritoccato i propri top di periodo troviamo il nostro FTSE Mib con i prezzi che si sono riportati sopra la soglia dei 24 mila punti, migliorando sensibilmente il proprio quadro grafico.
Se il trend di fondo rimane impostato al rialzo, nel breve non dovrebbe sorprenderci una fase caratterizzata da prese di beneficio che potrebbero spingere le quotazioni in direzione dei 23400 punti, dove verrebbe chiuso uno dei due gap up lasciati aperti durante l'ultimo poderoso rally.