Di seguito riportiamo l’intervista sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari, con domande rivolte da Davide Pantaleo a Pietro Origlia.

L’indice Ftse Mib si sta progressivamente allontanando dalla soglia dei 22.000 punti, dopo gli spunti positivi della scorsa ottava. C’è il rischio di una prosecuzione della discesa nel breve?

A distanza di una settimana non cambia la view sui listini azionari internazionali che vede confermato quel premio al rischio offerto dall'equity. Gli investitori al momento non sembrano per nulla intimoriti dai problemi geopolitici provenienti dall'IRAQ e da quelli finanziari in arrivo dall'Argentina che ha aperto le trattative con gli HEDGE FUND per risolvere la crisi del debito ed evitare un nuovo "default".
A minare quel "sentiment" che rimane sempre sui top di periodo potrebbero essere nel breve le dichiarazioni del Governatore della Fed di Philadelfia secondo cui la "forward guidance", comunicata ad inizio 2014 dalla Yellen, inizia ad essere troppo passiva dopo che gli ultimi dati macro danno una forte ripresa economica oltreoceano.

Sul mercato valutario si interrompe il rimbalzo dell'EURO, su cui pesa anche il deludente dato arrivato dall'IFO tedesco sceso ai minimi degli ultimi 6 mesi, che nei confronti del DOLLARO passa di mano in area 1.36 confermando quella view ribassista che vede sempre un possibile test sui minimi del 2014 sulla soglia degli 1.35.

Il rimbalzo arrivato a metà della scorsa ottava sul nostro FTSE Mib ha ceduto il passo nel breve a nuove prese di beneficio sulla scia della debolezza presente sul settore finanziario. L’indice ha perso non solo l'importante soglia dei 22 mila punti ma si avvia a testare i nuovi sostegni posizionati sui 21550-21500 punti dove transita la media mobile a 50 sedute.