Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib non riesce ad arrestare in alcun modo la sua discesa che lo sta portando ad aggiornare quasi quotidianamente i minimi dell'anno. Quali le attese per le prossime sedute?

Dispiace dirlo, ma rispetto ai nostri ultimi aggiornamenti non cambia la situazione sui principali mercati azionari. Persiste infatti un chiaro trend ribassista, in scia sia ai timori legati alla crescita economica globale, su cui potrebbe pesare ulteriormente la guerra commerciale tra Usa e Cina.

A pesare ancor più è soprattutto la situazione politica presente nel nostro Paese, con il continuo botta e risposta tra UE e Governo dopo la bocciatura del DEF.

In questo contesto due nuovi elementi potrebbero gettare benzina sul fuoco e mi riferisco alla riunione odierna della BCE e all'ormai scontato downgrade del rating italiano che dovrebbe arrivare nella serata di venerdì da parte di Standard & Poor's.

Sul mercato valutario soffre anche l'EURO che nei confronti del DOLLARO si porta sotto la soglia degli 1.14, aprendo le porte ad un ritorno sui minimi del 2018 in area 1.13.
Sul cambio pesa anche il deludente dato arrivato dalla manifattura europea scesa sui minimi degli ultimi 2 anni.

Non accenna ad arrestarsi la negatività del nostro indice principale (17 sedute negative nelle ultime 21), con i prezzi che si portano sui minimi degli ultimi 20 mesi in area 18.450-18.500.

Nel breve questi livelli saranno da monitorare attentamente in quanto una loro rottura aprirebbero scenari più cupi per il FTSE Mib che metterebbe nel mirino i minimi del 2016 sulla soglia dei 15mila punti.
Al rialzo primi segnali positivi degni di nota arriverebbero solo oltre i 19.900 punti.