Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib ieri ha subito una battuta d'arresto dopo aver tentato di superare l'ostacolo dei 24.000 punti. Si aspetta ulteriori arretramenti nel breve dai livelli attuali?

I rendimenti del T-Bond americano oltre la soglia del 3% (pesano i timori di una FED più aggressiva), sui massimi dal 2014, tornano, come è già successo nel mese di febbraio, ad innervosire gli investitori.
Nella giornata di ieri sono scattate prese di beneficio in Borsa, con il sentiment appesantito sempre dai timori sia geopolitici che commerciali.

Sul mercato delle valute prosegue la debolezza dell'EURO che nei confronti del DOLLARO rompe la soglia degli 1.22 e si dirige in direzione dei minimi degli ultimi 2 mesi posti nei pressi degli 1.215. Al di sotto di tale soglia troviamo supporti successivi in area 1.208.

Dopo aver toccato i massimi degli ultimi 7 anni sulla soglia dei 24mila punti,  arrivano le prese di beneficio per l'indice Ftse Mib, la cui struttura grafica di fondo rimane saldamente al rialzo.
Nel breve le attese sono per una possibile prosecuzione di questo pullback, utile anche per scaricare alcuni indicatori arrivati in fase di forte eccesso dopo il rally innescatosi a fine Marzo. in quest'ottica sono possibili ripiegamenti dell'indice in direzione dei prossimi target situati sui 23.600-23.500 punti.
Al ribasso i primi segnali di debolezza si avrebbero soltanto con il ritorno dei prezzi sotto i 23mila punti.

Come valuta il recente andamento di Unicredit e Intesa Sanpaolo e cosa si aspetta nel breve per questi due titoli?