Di seguito riportiamo l’intervista realizzata a Pietro Origlia con domande sull’indice Ftse Mib e su alcune delle blue chips quotate a Piazza Affari.

Il Ftse Mib sta provando a ripartire da area 21.000, ma la reazione vista fino ad ora non sembra convincere del tutto. Cosa aspettarsi nelle prossime sedute?

Dopo l'ondata di panico che ha colpito sul finire della scorsa ottava i principali mercati azionari, in scia ai rinnovati timori legati alla debolezza della crescita economica mondiale, gli investitori si mantengono cauti.

L'attenzione è sempre rivolta su un duplice fronte: da una parte si è in attesa di capire come si evolverà nel Regno Unito la Brexit e dall'altra si guarda ai colloqui tra Usa e Cina sul tema di dazi.

In questo contesto i rendimenti dei tassi a breve termine statunitensi hanno superato quelli a lungo e questa particolare inversione viene considerata una delle indicazioni più affidabili che segnalano l'arrivo di una recessione.
C'è però anche un'altra possibilità, ossia che la FED tagli i tassi d'interesse entro la fine del 2019.

Sul mercato delle valute torna ad indebolirsi l'EURO che nei confronti del DOLLARO scende sotto la soglia degli 1,125 e apre le porte ad un test sui minimi del 2018 posti nei pressi degli 1,12.

Dal punto di vista operativo non cambia la mia view e torno a ribadire che tutti i rimbalzi della moneta unica sono occasioni per andare LONG sulla divisa statunitense.

Per quanto riguarda l'indice Ftse Mib, la discesa partita sul finire della scorsa settimana si è arenata nei pressi dei primi importanti sostegni situati in area 20.850-20.900 punti.